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Recensione "Il Tempo dell'Ipocrisia" di Petros Markaris

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Petros Markaris - Il Tempo dell'Ipocrisia - Ed. La Nave di Teseo

 

Il nuovo capitolo delle indagini del commissario Kostas Charitos è di fatto un ulteriore indagine nel cuore di una Grecia ancora in sotto choc a causa degli effetti collaterali portati dai provvedimenti economici presi per contrastare una crisi sempre più devastante sul piano sociale.

Ma non solo in queste pagine assistiamo sia all’invecchiamento di Charitos, che divenendo nonno non può non dire “ come fare a crescere in una società come questa”; sia all’ennesimo tour automobilistico per le vie di Atene . Un commissario che investigando, fa di necessità virtù, ed impara il “funzionamento” delle aziende tra i meccanismi offshore e trattamenti fiscali privilegiati, e la crisi dell Lehman Brothers, mandando in frantumi il mito dell’esistenza di un’imprenditoria illuminata e che dopo aver passato metà della vita in polizia, occupandosi ogni giorno di omicidi non sa più cosa sia l’entusiasmo. Un commissario che grazie alle proprie doti riceve una promozione ormai insperata

Ma un aspetto tutt’altro che secondario è l’arte culinaria della moglie Adriana, dai ghemistà alla moussaka, che diviene centrale per combattere il crimine in nome del piacere per il cibo e questo in un commissario affetto da una strana sindrome: la carenza da colazione.

Certo centrali restano gli omicidi di personaggi importanti ad opera di un fantomatico “Esercito degli Idioti Nazionali ” che ha modalità, disorientanti per gli investigatori, di operare, e che se non dice il perché dell’omicidio commesso, sollecita la polizia a scoprire il movente, e quando le indagini si orientano verso una pista sbagliata intervengono per far sì che possa essere corretta. Di fronte a questa situazione per Charitos esistono due orientamenti per capire con chi a che fare: o un’organizzazione molto astuta o dei pazzi totali; assassini populisti o terroristi alla disperazione. L’unica traccia di riferimento? “ meritava di morire” . Alla fine si potrà capire che ci troviamo di fronte non a terroristi che vogliono abbattere il sistema ma vogliono colpire coloro che, di quest’ultimo, se ne approfittano e che “ anche quando hanno ragione devono essere consegnati alla giustizia”. Tutto questo quando poi, tra l’altro, si ha a che fare con delle vittime innocenti e che in quanto tali divengono un vero problema per chi indaga. Omicidi che implicano, direttamente, il coinvolgimento del governo. Una caratteristica unisce gli assassinati: la passione per l’economia, non solo anzi connessa ad essa è l’ipocrisia. Ed è proprio attorno a questa che ruota il tutto, attraverso le cosiddette fake news ( la disoccupazione sta diminuendo; la Grecia sta uscendo dalla crisi….) che servono per orientare in un senso o in un altro l’opinione pubblica; oppure attraverso la creazione degli abbandonati dal sistema, categoria sempre utile a garanzia di un potere in continuità con se stesso.

Quindi come spesso accade nei noir, un’indagine di polizia diviene vera e propria inchiesta sociologica che ti porta a comprendere i mutamenti che avvengono nella società, ed a volte le spiegazioni sono più semplici di ciò che viene cercato, in questo caso è la classe media che è messa sotto osservazione.

Infine si può tranquillamente affermare che nel contesto descritto , ci sta benissimo il riferimento storico alla lotta contro la dittatura dei colonnelli ed all’azione con l’esplosivo compiuta da Panagulis.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 29 Novembre 2019 13:00 )  

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