Oggi, 3 Maggio, si celebra la Giornata mondiale per la libertà di stampa.
Inevitabilmente un pensiero va a tutti quei giornalisti che quotidianamente rischiano la vita per la difesa dell’informazione, e a tutti quelli che nel corso della storia sono stati vittime di censure e regimi dittatoriali che li hanno messi a tacere per sempre.
Nelle ultime settimane abbiamo dedicato diversi articoli ad alcune delle principali personalità femminili del giornalismo d’inchiesta (tra i tanti nomi spiccano quelli di Ilaria Alpi, Anna Politkovskaja, Mika Yamamoto, Marie Colvin, Graziella de Palo, Anastasija Baburova, Maria Grazia Cutuli, Veronica Guerin), uccise a causa del loro incessante lavoro, volto a far luce su questioni e situazioni che venivano occultate e nascoste, o comunque diffuse in maniera distorta da un’informazione non oggettiva e di parte.
Quello del giornalista è un mestiere che sta diventando, giorno dopo giorno, sempre più rischioso e preso di mira, allo stesso modo in cui la libertà di stampa, che dovrebbe essere un diritto assoluto e inalienabile, sembra sempre più una chimera, una fantasticheria di coloro che sono ancora convinti che un'informazione libera e indipendente sia possibile.
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