L'ebbi ad usare per anni, quella paletta verde, in una stazione del sud della Sicilia, a Mazara del Vallo.
Ero "sotto capo", addetto alla circolazione dei treni, in una piccola stazione dove la sicurezza di marcia dei treni, in un unico binario, veniva affidata all'uso del telegrafista (...tratterrò treno...per incrociare treno.....).
Linee e puntini...puntini e linee, che per anni hanno condizionato la mia giovane vita di ferroviere.
Allora, era proibito l'uso del telefono (anche se, per noi giovani, era più comodo e più moderno del telegrafo).
E, ancora oggi, settanta anni dopo, in quella stazione come in molte altre, nel sempre dimenticato sud d'Italia, abolito l'antiquato telegrafo, si usa il non più modernissimo analogico telefono con alcune eccezioni.
Il progresso è andato avanti in tutti i campi ma le scelte applicative e i beneficiari di questo progresso sono rimasti ancorati altrove!
E pensare che anch'io ebbi allora a scrivere un articolo di protesta, sui turni di servizio del pesonale (fino a 56 ore settimanali) e su alcune deficienze e responsabilità indirette.
Risultato? Tre giorni di sospensione dal servizio...per avere pubbicato un articolo di protesta su un giornale non di categoria: L'Ora di Palermo. Il fascismo era finito ma le sue leggi continuavano ad avere effetto!
E, tornando alla palettina verde: un giorno prendendo servizio e, indossato il mio berrettino rosso, mi accinsi a licenziare un treno viaggiatori sul primo binario. Quindi, mi assicurai che il passaggio a livello a 500 metri di distanza dalla stazione fosse stato chiuso regolarmente (me ne dava sicurezza la chiave che ne azionava le operazioni relative e che tenevo stretta nella mia mano) dopo uno scambio di brevi saluti con il macchinista alzi la paletta. il macchinista, azionato il regolatore, fece sbuffare la macchina a vapore e i treno partì.
Ero appena ritornato in ufficio quando seppi che il treno già licenziato aveva investito un govane che, a barre regolarmente abbassate, aveva attraversato il passaggio a livello. Quel giovane era un mio amico. Si disse, allora, che le recenti elezioni (non ricordo se politiche o ammiistrative) a cui si era presentato, non gli avevano dato quel consenso in cui sperava. Si disse anche, che il tacco della sua scarpa, forse, era entrato incastrandosi nel binario.
Intanto io continuo a domandarmi, ancora oggi, e se quella paletta fosse stata alzata qualche secondo dopo?... e se in quel passaggio a livello fosse stato attuato un meccanismo di sicurezza tale da non far passare la gente? Chissà!
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