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Confino politico (Ustica 1926/27)

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FOTO D'ARCHIVIO - Gramsci e i primi confinati arrivati ad Ustica nel 1926
 
La Mostra sul confino politico a Ustica: un’occasione per un utile esercizio sulla Memoria
 
Già presentata a Ustica nel 2015, riproposta nel 2016 nell’Istituto Peano, nel Museo delle Carceri di Torino e, nell’aprile di quest’anno, nell’Istituto di Cultura Italiana di Bruxelles, la Mostra Foto-Documentaria del Centro Studi e  Documentazione Isola di Ustica Il confino politico a Ustica nel 1926-1927 "Immotus nec iners", verrà ancora presentata al pubblico nei locali della Casa della Memoria di Roma dal 6 al 24 settembre. 
I materiali in esposizione, costituiti da fotografie e documenti provenienti da Archivi pubblici e privati, corredati di schede-guida e biografiche, vogliono riproporre la vicenda, umana e politica insieme, dei protagonisti dell’universo confinario mussoliniano realizzatosi nella piccola isola del Tirreno in seguito alla promulgazione delle leggi liberticide, in questo specifico caso il Regio decreto del 6 novembre 1926 n. 1848, con il quale viene, tra l’altro, istituito il confino come sanzione principale nei confronti dei soggetti contro il regime fascista. 
I materiali selezionati focalizzano la loro attenzione sugli anni 1926-1927, perché ritenuti i più significativi dell’intera esperienza confinaria isolana, che si concluderà solo con l’arrivo degli Alleati nell’isola il 5 agosto 1943. Vengono infatti lì relegati, proprio in quegli anni - per citare alcuni dei nomi più noti -, Angeloni, Bibbi, Bordiga, Bauer, Bencivenga, Gramsci, Maffi, Massarenti, Misuri, Parri, Romita, Alberto e Nello Rosselli, Sbaraglini, Scalarini, Schiavello … una incauta – per il regime - e straordinaria concentrazione di energie umane e intellettuali che, seppure nella cattività, seppero dare inizio, insieme a molti altri uomini e donne dei luoghi di relegazione, nelle carceri, nella clandestinità o nell’esilio, alla elaborazione di quel pensiero antifascista che trovò poi il suo apice nella Resistenza e nella Liberazione: condizione appunto evocata dal sottotitolo "Immotus nec iners" suggerito dalla iscrizione su un affresco venuto alla luce in una abitazione di confinati raffigurante una meridiana e datato luglio 1927. 
La ‘non inerzia’ di quei confinati, con la costituzione di mense, biblioteca ed una scuola, suonò come un allarme per il regime che, sulla base di fantomatiche accuse di complottismo e di fuga di massa dall’isola poi smontate in sede giudiziaria, provvide a trasferire buona parte dei confinati in altri luoghi di confino.
Le immagini colgono ambienti, aspetti, momenti e oggetti del quotidiano confinario, restituendo nel contempo lo scenario ‘fisico’ dell’isola della relegazione. Utile per un approfondimento il catalogo che fa da supporto alla esposizione.  Curatori della Mostra sono Vito Ailara e Massimo Caserta, che si sono avvalsi dell’apporto e della collaborazione di molti altri soci e sostenitori dell’Associazione usticese.
 
 
Fonti da consultare:
 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Agosto 2019 17:38 )  

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