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ATO : No agli inceneritori

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Il problema dei rifiuti è sempre più attuale e richiede nuove soluzioni di smaltimento, a questo proposito presso il palazzo Medici Riccardi di Firenze si è svolta lunedì 13 febbraio la conferenza stampa e il presidio organizzato dal Coordinamento ATO Toscana Centro, Coordinamento dei comitati della Piana di Firenze Prato e Pistoia, Rete di Coordinameto Valdarno Aretino, Valdarno Fiorentino e Valdisieve per ribadire il no agli inceneritori e presentare AlterPiano, una seria e concreta alternativa al piano interprovinciale.
AlterPiano prevede una diversa modalità di smaltimento dei rifiuti basata sulla raccolta differenziata e il riciclaggio dei materiali.


Il piano interprovinciale ha in programma la costruzione di nuovi inceneritori come quello previsto nella Piana delle Borra del Valdarno e il potenziamento di quelli già esistenti a Montale e Selvapiana.
Fabrizio Bertini ha spiegato in modo specifico ed esauriente in cosa consiste AlterPiano.
L'idea è quella di educare la società alla buona pratica del riciclaggio, recuperando i materiali di scarto e trasformandoli in energia. I comitati fanno appello a tutti i cittadini per opporsi alla scelta, definita scellerata, di continuare ad investire in progetti che prevedono discariche e inceneritori dannosi per la salute e che avvantaggiano solo chi li costruisce.


Una serie di rigorosi studi ha dimostrato che investire in economie virtuose, quindi nel riciclaggio, è più economico e addirittura può creare nuovi posti di lavoro. La Toscana risulta essere una regione molto sensibile al tema ambientale, lo dimostra il successo della raccolta differenziata che in alcuni casi, come nella zona di Empoli, raggiunge l'80%.
Anche all'estero, per esempio negli Stati Uniti, il sistema produttivo legato al riciclaggio è in crescita; addirittura in alcuni casi ha superato l'industria automobilistica per quanto riguarda l'occupazione.
I comitati propongono di cambiare strada, di avvicinarsi a un'economia verde e lottare contro l'approvazione di un piano vecchio e senza rispetto per l'ambiente e la salute dei cittadini.
E' necessario far riemergere il senso di responsabilità dei produttori e dei consumatori per adottare un consumo diverso capace di offrire una valida alternativa all'usa e getta che crea rifiuti altamente tossici. Produrre in modo più ecologico è possibile, esempio concreto è l'azienda Lavazza che sta studiando il modo di produrre le cialde per le macchine del caffè con materiali riciclabili.
Il no agli inceneritori è quindi netto e i comitati continueranno a lottare. Gli inceneritori non fanno sparire i rifiuti, secondo il principio “Niente si crea e niente si distrugge”, i materiali di scarto tornano nell'aria, nell'ambiente sotto forma di elementi estremamente tossici e pericolosi.
AlterPiano sottolinea la possibilità di andare verso una politica che possa immettere nuovamente i rifiuti nel ciclo produttivo attraverso un metodo democratico che porti benefici a tutti e non solo a chi gestisce discariche e inceneritori.

Elisabetta Becattini DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 15 Febbraio 2012 17:40 )  

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