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Furti a Firenze - Donne e minorenni

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Sempre più a Firenze si stanno verificando furti in appartamento eseguiti da donne anche minorenni. Per me si tratta di stigmatizzare il concetto che non è importante se straniero/a o italiano/a (come purtroppo in questo periodo si usa normalmente fare), bensì considerare altri due aspetti. Il primo, lapalissiano, è che si tratta di furti, come tali reati, e quindi gli autori o autrici sono definibili comunemente ladri/e. L'altro aspetto abbraccia invece la condizione della donna, costretta (non sisa da chi) che le sfrutta in quanto minorenni.

In questi ultimi giorni gli uomini della Squadra Volante hanno fermato tre ragazze - rispettivamente di 12, 15 e 17 anni - che avevano messo a segno un altro furto in appartamento in zona Campo Marte. Anche in questo caso ad allertare il 113 è stato un vicino di casa, insospettito dai forti rumori provenienti dal palazzo. Quando gli agenti sono entrati nello stabile hanno sorpreso due delle ragazze per le scale, mentre una terza stava uscendo proprio dall’abitazione presa di mira. La polizia ha recuperato dalle loro borse diversa refurtiva, tra cui alcuni orologi di marca e monili in oro rubati pochi attimi prima, oltre ad una serie di cacciaviti e strumenti da effrazione con i quali era stata verosimilmente forzata la porta dell’abitazione visitata. La 15enne e la 17enne sono state accompagnate al Centro di Prima Accoglienza mentre la più piccola, minore non imputabile, è stata al momento affidata ad un Centro per minori.

Abbiamo cercato approfondire con la vittima di un furto simile quelle che sono le sensazioni di chi si trova ad affrontare suo malgrado in questo evento. 

S.G, - Non è nemmeno il primo, per lei, quest'anno. Ci racconta:
"
 ...sono ancora scossa.... è chiaro che quando ci accorgiamo di una intrusione così invasiva nella propria sfera privata, fra le proprie cose ed i propri ricordi, nella propria intimità è destabilizzante. Oltre al danno economico del furto e dei danni provocati dall'effrazione c'è anche la perdita di ricordi e oggetti d'affetto. Facilmente ci si può abbandonare alla rabbia, alla frustrazione e, facilmente, anche arrivare a considerazioni di carattere "razzista", riconducento tutto alle difficoltà presunte di convivenza con deliquenza comune." 

Non è così per S.G. che, invece, vorrebbe cogliere questa spiacevole occasione per poter parlare con queste ragazzine autrici del furto ed avere la possibilità di incontrarle prima che per loro subentri l'abitudine alla sopravvivenza"

Le chiediamo di raccontarci del primo e del secondo furto:

27 Ottobre - Rientrando la sera a casa dal lavoro ho intravisto la luce della camera da letto accesa che ero sicura di aver spento. A quella vista, ho avuto già il primo sospetto che si è materializzato quando, entrando in camera da letto, prendo visione dei portagioie svuotati sul letto. Così, in un attimo, erano spariti i miei ricordi di una vita dei nonni, mamme, zia e figlia. Gli oggetti raccolti da tre generazioni (dai nonni a mia figlia). Mi viene riferito da una vicina di aver incontrato per le scale condominiali tre donne giovani (forse parenti) di cui una incinta. 
8 Maggio - Non appena faticosamente superato e smaltito il dolore procuratomi dal primo evento, considerandomi sicura che che non sarebbero tornate sullo stesso luogo....eccoci di nuovo. Non avevo ancora trovato occasione e risorse per rinforzare la porta di ingresso. Rincaso dal lavoro alle 12.30, entro nel portone e mi accingo a salire le scale quando incontro una prima ragazza che saluto, come si usa fare fra persone educate. Subito dietro arriva una sconda ragazza, che mi sfila accanto salutandomi. Poi vedo dietro una terza giovanissima ragazzina che abbassa gli occhi e mi viene spontaneo chiederle da dove stessero scendendo dato che mi sono subito ricordata del fatto che il furto precedente era stato fatto da tre donne. Per tutta risposta le ragazze con le borse a tracolla, jeans e scarpe da ginnastica iniziano a correre precipitandosi dalle scale. Il tempo di realizzare e iniziare a rincorrerle che loro erano gia per strada e correvano velocemente verso via Masaccio. Questa volta pensavo di aver giustizia, in quanto il pronto intervento inizia a cercarle e poi avevano recepito i video dal negozio in angolo.  Ma invece niente!  
Per me che difendo l'indifendibile mi è sembrato uno sfregio. Comunque voglio andare a fondo alla questione e continuerò ad indagare per poter conoscere i genitori di queste ragazze e guardarle in faccia. Non riavrò ciò che mi è stato rubato ma la mia morale mi spinge a chiedere la loro rieducazione e l'identificazione di chi le sfrutta!"



 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 31 Maggio 2018 19:19 )  

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