Si è tenuta a Firenze a Palazzo Medici Ricciardi - promossa dalla Provincia di Firenze e dal Coordinamento toscano Repubblica saharawi - una Conferenza internazionale sui diritti umani. Durante l'incontro sono stati affrontatii vari problemi tra cui il Sahara Occidentale tra occupazione e autoderminazione e il rapimento dei cooperanti in Algeria.
Tra i presenti molte autorità locali e nazionali, elencarli tutti sarebbe troppo lungo, ricordiamo alcuni: il deputato Francesco Tempestini, il Senatore Sergio Tonini, l'europarlamentare Macro Scurria, il Sindaco di Macerata Romano Carancini e il personaggio più atteso il Presidente della Repubblica saharawi Abdel Aziz..
L'importante iniziativa serve a richiamare l’attenzione sulla necessità che si arrivi ad un referendum per l’autodeterminazione del popolo Saharawi e che possa essere utile a trasmettere un messaggio forte di libertà e di uguaglianza a sostegno di un popolo che ha scelto la pace come valore fondamentale della propria democrazia, un esempio di resistenza e non violenza che il mondo intero forse non ha ancora capito, inoltre si spera di richiamare l'attenzione sul popolo Saharawi che è costretto a vivere in campi profughi nell’estremo sud ovest dell’Algeria, in una zona desertica, tra le zone più invivibili del nostro pianeta, sostenuti da aiuti umanitari. Di loro si parla poco come tutti i popoli “dimenticati”, malgrado che una risoluzione Onu già dal 1992, abbia riconosciuto la causa del popolo Saharawi ed il loro diritto ad esprimersi con un referendum ancora disatteso.
Nella Conferenza si è parlato anche di Rossella Urru ed è stata espressa la speranza di rivederla libera al più presto. Rossella Urru è la cooperante italiana rapita nell'ottobre 2011 mentre si trovava con altri cooperanti spagnoli nei campi profughi di Tindouf. Il Presidente della Repubblica democratica araba Saharawi, Mohamed Abdellaziz ha detto che stanno facendo tutto il possibile per liberarla. Intervenendo il 16 giugno a Firenze alla conferenza internazionale sui diritti umani, Abdellaziz ha spiegato: «Gli sforzi per la loro liberazione stanno continuando in coordinamento con tutti i Paesi che confinano con il Sahara occidentale e il nostro desiderio è che questo possa succedere il più presto possibile... non posso aggiungere altro perché sulla questione si stanno compiendo molti sforzi. Vogliamo che gli ostaggi siano tenuti in vita e che vengano liberati al più presto. Questi sono gli obiettivi su cui stiamo lavorando».
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