Salerno, 21 luglio 2011
chiude i battenti il festival Giffoni 2011.
Importante manifestazione nel panorama mondiale con circa 3300 i giurati provenienti da 50 paesi e grandi Masterclass con ospiti di eccezione che hanno affrontato argomenti personali e universali con grande sincerità:
PAOLO BONOLIS (il futuro della televisione, la sua carriera, il rapporto con il passato e con il giovane pubblico); LUCIANA LITTIZZETTO (il rapporto con la Rai, l'elogio della normalità, il nuovo film con la regia di Lucio Pellegrini, la libertà e i soldi che mancano in tv, i suoi modelli); MICHAEL BRANDT (le sue sceneggiature lontane dagli schemi, il rapporto con i produttori la differenza fra uno scrittore e uno sceneggiatore); MARTA DE LAURENTIIS (il difficile mestiere del produttore, l’universo hollywoodiano); MAURIZIO CAPONE (la musica, la materia che si trasforma, gli strumenti realizzati con materiali riciclati); WILLWOOSH (il nuovo web, le series, web e tv, web come spazio per realizzare un sogno e mettersi alla prova); JOVANOTTI (l’interesse per i fumetti e la scoperta dei libri, il cinema di Truffaut, i testi delle sue canzoni, il talento e l’energia, i suoi tatuaggi, la scomparsa del fratello, la crescita, l’ottimismo); ALFREDO ANCORA (la censura in Italia, la distinzione tra pornografia e erotismo, l’abuso di violenza al cinema); ASCANIO CELESTINI (la televisione, internet, la politica, l’interesse per “gli ultimi”); ANDREJ KONCHALOVSKIJ (la regia, il rapporto tra musica e cinema, tra cinema e teatro, la differenza tra film commerciali ed arte).
I vincitori suddivisi per categoria:
Elements +3 GLORIA MEETS A REAL OWNER by Joshua Held (Italy)
Elements +6 FUCHSIA THE MINI-WITCH by Johan Nijenhuis (The Netherlands)
Elements +10 WEIGHTLESS by Robert Lundmark, Magnus Johansson (Sweden)
Generetor +13 WAYS TO LIVE FOREVER by Gustavo Ron (Spain / UK)
Generetor +16 SUICIDE ROOM by Jan Komasa (Poland)
Generetor +18 BEAUTIFUL BOY by Shawn Ku (USA)
SHORTS AMNESTY INTERNATIONAL
HAI IN MANO IL TUO FUTURO
Motivazione:
"Per la sagace ironia che permea l'opera intera a partire dal titolo e per la divertente amarezza con la quale si racconta quanto una società oppressiva e dispotica possa arrivare a spingersi pur di mantenere il controllo sui propri cittadini, fino a disumanizzarli prosciugandone letteralmente la dignità"
Maria Grazia Silvestri
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