La popolazione del Mali risiede in maggior parte nel Sud del Paese, dove il clima più piovoso favorisce la coltivazione, vive in villaggi dove l’organizzazione sociale varia da “clan a clan”. Lo stile di vita, sia nel Nord che sul delta del fiume Niger, è molto radicato uno stile di vita diverso della regione islamica mentre nel Sud sopravvivono usi e consuetudini più tipicamente africane.
Il Mali è un paese di incontro tra culture, l’Africa dei barberi con il colore della pelle più chiara e quella più scura dai tratti somatici maliani marcati. La capitale Bamako ha una importanza strategica grazie al fiume Niger e il suo commercio tra l’Africa nera ed il maghreb, il trasporto di merci è molto sviluppato sia per via fluviale che per terra.
Le genti presentano tratti caratteristici diversi, secondo l’appartenenza al territorio in cui si è stanziata nel corso dei secoli. Il gruppo che presenta una maggioranza numerica è quello dei Bambara, poi c’è quello dei Fulbe e degli shongai, nel Nord i tuareg (commercianti, artigiani e nomadi pastori) sono una piccola minoranza.
La cultura è una forma non solo di vita quotidiana ma anche la forma espressiva legata anche allo stile di vita e comportamentale. L'attività più importante è la produzione artigiana di oggetti con usi diffusi sia per il quotidiano uso che per la decorazione o la spiritualità. L’intaglio del legno, ha una duplice valenza, si produce sia oggetti comuni come la porta e le sue serrature che oggetti da arredo finemente lavorati fino alla trasformazione artistica. La pittura dei tessuti è un’altra forma di artigianato che diventata anche arte. La musica è importante come le altre arti, accompagna durante il lavoro e durante la ricreazione. Queste arti per la popolazione è consuetudine ed hanno anche un rapporto sacro e spirituale che accompagna le giornale di festa.
Fonte primaria della sopravvivenza alimentare è l'agricoltura insieme all'allevamento del bestiame e lo scambio (piccolo commercio) di prodotti di importazione. La vita si svolge in modo semplice ma sempre rivolta al rapporto con la religione che eleva culturalmente la mente e il cuore attraverso la lettura e la riflessione orientando i comportamenti giornalieri.
Silvana Grippi, studiosa di geografia umana, dopo un suo viaggio per conoscere la vita maliana ci racconta che “…anche una serratura può essere un piccolo oggetto d’arte, molto spesso raffigura chi abita dietro quella porta. Ad esempio descrive la composizione del nucleo familiare, il sesso, il mestiere ….”
E qui di seguito allego le sue fotografie.
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