DEApress

Wednesday
Oct 28th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Hasan Atiya al Nassar - poeta

E-mail Stampa PDF

L'Ultimo pianto di Ur -   Hasan Atiya al Nassar - pubblicato 9.7.1991

 

Mi è sembrata la terra dei Sumeri spogliata dei suoi fiumi, nuda.
Mi ha avvicinato la terra d’Iraq, tradita, già vogliosa di fiori seminati dai propri cari.
Ho udito le tenebre che difendono i miei morti, nel mio sangue.
Danza e canti all’alba, per un addio eterno, per addormentare il mio sogno,
cresce e muore il fuoco.
Come è bello, meraviglioso il Mediterraneo,
non ha memoria dei defunti.
Fratello, non camminare oltre
perché il cimitero del mare ti aspetta.
Fango salato, marcio,
il grano spezzato lascia spighe mai più fertili.
Femminilità improduttiva.
Ho visto sudari, come camicie appese a un filo,
aprirsi sotto i raggi di una luna argentata
che spinge il tramonto
verso l’isola innocente che nessuno ha mai calpestato con lo stivale,
di quelli che indossano i militari che stanno arrivando.
Spuntano ombre di contadini meridionali,
reliquie di corpi che vagano nel fango dell’Iraq.
Così terminano le acque d’Iraq come termina la luce della luna d’argento.
Avrei voluto vedere le donne vergini quando liberano dal loro ventre
bambini che stringono in mano coltelli di marmo.
Avrei voluto ascoltare il pianto del Sud, come fanciulli smarriti sul valico montuoso.
Ho ascoltato sorrisi bruciare lo scandalo del fuoco,
tra il sangue e il fango di Ur traditrice, come la donna che ci inganna sin dall’inizio
prima di abbandonarci sul crocevia della sentiero.
Chi non ha conosciuto Ur, Abramo, Gelgamesh, Hasan al Nassar, non può capire cosa sia la sofferenza.
Tu sei Adamo nella luce cieca e la vita che hai avuta non è uguale a quella di tutti.
Un’altra vita persa nella battaglia perduta.
Mi sono sembrate le stelle che tradiscono come vergini stuprate sotto
un tessuto della notte lunare.
Nessun volto assomiglia mai al profilo della luna.
Le vergini liberano fanciulli che tengono ancora in mano coltelli di marmo.
Ho visto coltelli galleggiare sopra l’Iraq

nudo d’acqua spogliato
nudo di valli di fango, terra sabbia, maiolica,
si sono scontrati alberi con altri alberi
innamorati con altri innamorati
poeti con altri poeti
piante con altre piante
erbe con altre erbe:
non saranno più vivi
Ma ora è morto l’inno, il canto di una collina vicina,
perché i sogni terminano con violenza.
Tristezza nei volti quando inizia il litigio.
Tristezza nei volti nella notte sumerica,
quando ci sarà il canto
trionfale, inno alla gioia.
Vi dico: i tamburini devono conservare il silenzio.
Avrei voluto non ascoltare un’onda triste.
Certo, i grembi gonfi andranno
e torneranno presto al fango di Babilonia.
Porteranno cadaveri di ghiaccio.
State tranquilli, io vi dico, fate calmare la vostra voce, che la torre di Babele inizia a prendere fuoco,
si stringe la sua cintura e risorgono i morti di Ur.
Figlia di Ur, dove vaghi? ***
La vita che tu cerchi non la troverai. Riempi il tuo ventre di bambini.
Ti dovrò dare vesti per il tuo corpo, pane e cibo, per la tua verginità.
Tu sei un braciere che si estingue nel gelo, una porta che non sostiene il vento e la tempesta.
Per tutta la vita ti seguirò come straniero, passo a passo. Come un’ombra sconosciuta.
Non voglio sentirti come un serpente che scivola sul mio corpo.
Non ti devi avvicinare dove io sono, dove io vado non devi andare
Dove io entro non devi entrare.
Io ti seguo passo dopo passo, uomo di frontiera stanco di un’altra notte senza frutti.
L’amore è duro, rigido, nudo.
Ebbene, sono già cadute gocce d’acqua.
Pioggia acquazzone caduta sul grano spezzato,
su un Iraq quieto
di fango sepolcrale si è alzato nel buio silenzioso a coprire il mio corpo
a uccidermi lentamente.
Il fango sepolcrale sta camminando come un lupo.
Io vi stringo come un fiato o grido: perché l’amore era duro anche nel sogno.
La terra tra due fiumi è sembrata spogliata della sua acqua, caduta, sconfitta, crollata.
Ho detto addio all’Iraq, ho udito l’inno di Ur traditrice.
Per la battaglia, l’incendio si alzerà fra poco.
È caduta, è caduta Ur la grande,
il paese che è come vuole essere.

Share

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Ottobre 2023 11:16 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvio Terenzi . 27 Ottobre 2026
Stefano Ghisleri“La cantata del caffè” Una tazza di caffè contro un intero mondo. In “La cantata del caffè”, Stefano Ghisleri mi trasporta nella Lubecca del primo Settecento, dentro una società in cui musica, amore e desiderio di libertà devono ...
Antonio Desideri . 25 Ottobre 2026
Una luce morbida, che non taglia, che non proietta ombre e non disegna profili: è così che il regista Alberto Gemmi decide di presentarci il cimitero militare germanico del Passo della Futa; sotto una luce, cioè, che non ha lo scopo di distinguere, m...
Silvana Grippi . 25 Ottobre 2026
"La situazione è drammatica: oltre 43.400 bambini soffrono per la carestia e rischiano di morire perché gravemente malnutriti, stremati dalla fame e da condizioni di vita disumana. L'UNICEF è presente laddove il bisogno è più incessante e fanno il po...
Sara Bonafè . 23 Ottobre 2026
  Gli studenti di Firenze hanno deciso di occupare le scuole in segno di protesta di fronte ad un governo che da precedenza alla guerra a discapito dell’istruzione.Secondo i dati ufficiali della Commissione Europea del 2023 l’Italia è stata terzu...
Fabrizio Cucchi . 22 Ottobre 2026
                                                                      &n...
simone fierucci . 20 Ottobre 2026
  Disoccupazione, inflazione, black out energetici e repressione scatenano la reazione di un variegato fronte di opposizione Redazione Pagine Esteri 20/10/2026   – Sabato decine di migliaia di persone hanno protestato contro il pre...
Silvana Grippi . 19 Ottobre 2026
  CENTRO D.E.A In preparazione laboratori: scatole d'artista - libri d'autore - grafica - segnalibri - effetti speciali -auto-aiuto per il rafforsamento della personalità Lunedì e Mercoledì Orari da definire info: redazione@deapress.com &n...
DEAPRESS . 17 Ottobre 2026
Alcuni Autori presenti al Festival Mediamix XXI   1. Arte Daniele Di Bartolo Dittico #21: Difesa e Metamorfosi.. La meccanica del rifugio.. #21 è la firma e l’identità artistica di un autore autodidatta nato a Nicosia, in Sicilia, r...
Antonio Desideri . 16 Ottobre 2026
Dal 14 ottobre 2026, Palazzo Blu ospita "Edward Hopper: New York e oltre": più di 150 opere dal Whitney Museum of American Art di New York per raccontare il maestro dell’isolamento moderno.   È un argomento talmente ricorrente che si rischia il l...

Galleria DEA su YouTube