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Banlieue: il malessere delle periferie

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Nelle periferie francesi il clima di insicurezza e la rabbia di fondo sembrano condizioni perenni o quantomeno cicliche: nel 1995 esplodevano le banlieue di Parigi, Lione e Marsiglia, come nel premiatissimo “La haine” (L’odio) di Kassovitz, su sfondo della crisi politica e sociale; di nuovo nel 2005 si diffondevano ampie proteste e disordini dopo la morte di due ragazzini, folgorati in una cabina dell’elettricità mentre si nascondevano dalla polizia.

Ma ancora oggi, come testimonia il caso di Théo, la tensione è forte e l’ambiente pericolosamente infiammabile. Anche stanotte sono state fermate 25 persone nel dipartimento della Seine-Saint Denis e una a Aulnay-sous-Bois per le proteste scatenate dopo le accuse di violenza alla Polizia nei confronti del 22enne di colore.

All’episodio sono seguite varie manifestazioni anti-razziste e in sostegno del giovane ma le comunità delle periferie rispondono piuttosto al fuoco col fuoco: una scintilla basta a provocare un incendio su larga scala in una situazione tesa di malessere diffuso e difficoltà sociali.

Non è certo un caso isolato, la Francia non è la sola a vivere un clima di forte insicurezza, soprattutto laddove la povertà lascia gli abitanti in condizioni misere.

Le proteste che prendono spunto da emarginazione, conflitti sociali o incidenti con la polizia finiscono spesso in guerriglia, auto bruciate, scontri a fuoco e barricate. Situazioni che spaventano e che andrebbero impedite: se risolvere il malessere di fondo non è certo facile né immediato, sarebbe indispensabile almeno evitare di creare aggravanti e non spezzare equilibri tanto precari.

Gli appelli alla calma sono aumentati, da parte di tutti, ma ora, dopo il rapporto dell'ispettorato di polizia, si temono la rabbia della banlieue e l'arrivo della notte. Nessuno ha dimenticato i giorni e le notti del 2005: forse però la memoria ancora non basta a impedire abusi e arginare violenze o cercare strade più giuste, ma questo né in Francia né da noi, né nel mondo. Parliamo tanto di memoria ma ancora non siamo diventati bravi ad usarla per riconoscere le problematiche del presente e le loro conseguenze.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 10 Febbraio 2017 13:29 )  

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