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Udo Gümpel e la Germania

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Venerdì sera, al Deutsches Institut di Firenze, il giornalista tedesco ha parlato del “Sistema Germania” per come si presenta oggi e nel quale sembra vedere un modello che possa funzionare per altri paesi.

Prima di farci qualche esempio di “buone idee” tedesche che si augura esportabili altrove, il giornalista ha sottolineato quanto sia importante far cadere il binomio tedeschi=nazisti che ancora spesso domina nelle mentalità europee. Soprattutto in Italia, dove ormai Gümpel vive da decenni, il giornalista continua a sentirsi rispondere con frecciate o accuse sul nazismo anche off-topic.

Questo purtroppo è molto diffuso e lo si vede soprattutto in rete dove anche ad articoli sulla situazione italiana si leggono commenti come “Ma in Germania, durante il Nazismo, c'è mai stata una vera opposizione?” o “Due Guerre Mondiali non vi son bastate a quanto pare”. Si sa che internet, dando voce a tutti, fa sì che si esprimano anche molti ignoranti, ma queste voci sono anche il risultato un atteggiamento semplicistico abbastanza diffuso in Italia quello di dimenticare in fretta le proprie colpe e liberarsene anche facendole ricadere interamente su altri. In Germania è stato fatto un enorme lavoro di “Denazificazione” e continua, ogni giorno, ad essere fondamentale la riflessione sul passato, su cosa possa aver portato alla tragedia del Nazismo ed anche sul senso di colpa che tipicamente vive il tedesco medio, sentendosi lontanissimo dai delitti e dalle ideologie hitleriane.

Anche lo stesso Gümpel si è impegnato molto per condannare drammi del nazismo. Venerdì ci ha raccontato e mostrato video sulle indagini condotte con il collega Althammer su due stragi naziste in Italia, sulle quali la Procura di La Spezia aveva bloccato tutto.

Attraverso ricerche d’archivio italiane e tedesche i due giornalisti sono risaliti ai responsabili degli eccidi di Sant'Anna e Marzabotto e sono riusciti a far riaprire indagini, ormai da noi abbandonate, che hanno portato alla condanna di capi nazisti che ancora vivevano in tranquillità nelle loro case di periferia con giardino.

Una volta appurato che il nostro relatore di stasera non è un nazista, parliamo un po’ delle differenze tra i nostri paesi, soprattutto tra le capitali Berlino e Roma dove Gümpel vive da tempo. Scopriamo che i bilanci delle due capitali sono in realtà molto simili e che quindi le tante differenze tra le città non sono spiegabili con il nostro semplice “ma loro hanno i soldi”.

Anche più in generale il nostro paese rivolge spesso critiche alla Germania senza affiancarci un’autocritica; come scrive Gümpel sulla sua pagina Facebook: “Tre sono i paesi europei campioni del surplus commerciale estero: primo, la Germania, 257 mld, secondo i Paesi Bassi, 60 mld, e al terzo posto, con un nuovo record nazionale, si posiziona l'Italia, con 52 mld di surplus nella bilancia commerciale nel 2016: Willkommen nel club dei kattifi!”.

I fatti però parlano da soli, come raccontano non solo Gümpel ma tanti partecipanti al dibattito. Berlino ha oltre 20 linee di metropolitana e altrettante linee tramviarie funzionanti che collegano ogni parte della città; Roma ne ha 3 che funzionano a stento. Gli studenti viaggiano gratis ma tutti gli altri pagano regolarmente il biglietto, è forse questo a fare una grande differenza? Valerio Parigi, ospite che ha vissuto vent’anni in Germania, e diversi tedeschi tra il pubblico sostengono che tanta differenza la fa l’abitudine. L’italiano è ormai abituato ai disagi nei trasporti, il tedesco no, e anche per un ritardo lieve che forse noi non noteremmo, fa reclamo e chiede rimborso.

Ma non è solo l’atteggiamento delle persone, sono anche tendenze diverse negli investimenti. Gümpel ad esempio crede molto nell’idea di “fiducia”. In Germania viene investito molto per i giovani; sia con mensilità per gli studenti per finanziare gli studi, sia con ampie concessioni economiche alle start-up e ai nuovi progetti. Sicuramente nei giovani e nel futuro dovremmo investire di più tutti, non è un’idea nuova né rivoluzionaria in sé per sé, ma piuttosto rivoluzionario sarebbe applicarlo davvero anche da noi su larga scala.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 20 Febbraio 2017 13:01 )  

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