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i pescatori mazaresi - recensione - Andrea Burgio

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Ho ricevuto un articolo/testimonianza veramente interessante e anche se datata la riproponiamo. Grazie
 
In foto un pescatore di Mazara del Vallo nel proprio magazzino, mentre riassetta le reti poco prima di pranzo - Agosto 2018 come in unico corpo.
Andfrea Burgio - Ero poco più che un ragazzino, 20 anni fa quasi e una sera dopo cena ricevetti una telefonata dal direttore della piccola emittente per cui lavoravo (Salvatore Giacalone di Tele 8, televisione a cui devo il mio inizio come operatore video ❤️): "Andrea prendi la telecamera e corri al porto nuovo! Fra pochi minuti rientra un peschereccio attaccato al largo dalle motovedette Nordafricane". Il porto era poco distante da dove vivevo e arrivai velocemente. Lì trovai alcune persone, tra di loro qualche donna e qualche ragazzo, visibilmente preoccupati. Erano i familiari dei pescatori imbarcati su quel motopesca. In acqua c'era un gran movimento di militari.
L'ultima banchina del porto nuovo che solitamente è una comoda terrazza affacciata sull’affascinante città illuminata dai lampioni del chilometrico lungomare, quella sera invece sembrava l'avamposto presidiato da soldati a protezione dai nemici.
Dopo alcuni minuti di attesa dall'orizzonte buio, pian piano prendevano forma le bianche sagome di due imbarcazioni, l'una al fianco dell'altra. Il peschereccio attaccato veniva trainato. Accesi la telecamera e cominciai a registrare, non appena la barca mi passò davanti notai un enorme squarcio sulla murata dello scafo. Li aveva colpiti una cannonata! Il terrore ci gelò tutti e udì pianti e singhiozzi alle mie spalle.
Un intero equipaggio di pescatori in mare aperto, aveva rischiato di essere affondato con una cannonata. Grazie a Dio le conseguenze non sono state tragiche e i marinai stavano tutti bene. Impauriti ma salvi.
Episodi simili sono molto frequenti per i pescatori di Mazara del Vallo e quello che ho raccontato è solo un ricordo ancora vivido.

I pescatori di Mazara del Vallo: Uomini che stanno per mare oltre venti giorni al mese e anche di più, dove in dodici circa, vivono in spazi angusti e con i motori sempre accesi per non fermare mai la navigazione e per alimentare le ghiacciaie piene del prezioso pescato. La pesca d'altura è un lavoro durissimo, finalmente riconosciuto usurante, come il lavoro in miniera.
I pescatori di Mazara hanno l’anima d'oro, le loro famiglie accoglienti e affezionate. Uomini dal tono di voce alto ma il loro cuore è sempre mite.
Guardano la città da lontano come vedessero un miraggio. Raccontano che il miglior luogo per apprezzare Mazara è dal mare: "quando avvicinandosi, miglio dopo miglio, la città poco a poco diventa sempre più grande e tutte le volte entra nel cuore come ad incastrarsi dentro per non uscirne più".
I pescatori, uomini che hanno fatto grande una città, Mazara del Vallo, famosa nel mondo per il suo pescato. Un'eccellenza fra tante è il "Gambero Rosso". A loro si devono importantissimi ritrovamenti di archeologia marina. Mazara invece, a loro deve identità e valori. Per questo motivo tutti i tragici episodi che riguardano questi valorosi lavoratori vedono i mazaresi stringersi insieme e addolorarsi come in unico corpo. motivi geopolitici di questo nuovo atto ostile verso civili da parte delle autorità libiche non li ho ben chiari ma una cosa vorrei ribadire con fermezza: Riconsegnate i pescatori di Mazara del Vallo alle proprie famiglie !!!
 
 
 
 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 02 Ottobre 2020 09:52 )  

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