BOLIVIA ELEZIONI OTTOBRE 2020
Alla fine di una feroce polemica interna la Bolivia si appresta ad eleggere un presidente che dovrebbe continuare l’eredità di Evo Morales, che dopo i presunti brogli elettorali del 2019 si era rifugiato all’estero, su pressioni dei vertici militari bolivariani.
I primi exit poll danno un vantaggio netto, quasi 20 punti, del partito del MAS capeggiato da Arce, ex ministro dell’economia del governo Morales, che stacca l’avversario centrista Mesa di diversi punti. Arce già noto come ministro dell’economia ed erede di Morales fu uno dei protagonisti del cambiamento economico che interessò la Bolivia a inizio duemila, dal 38% di tasso di povertà assoluta al 18%, un 5% annuo di crescita del PIL e l’impennata del tasso di scolarizzazione degli indigeni Aymara e Quechua rappresentati dal vice di arce David Choquehuanca;(https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-bolivia-torna-sinistra-27908) e rappresentati da innumerevoli organizzazioni di base come il Pacto de Unidad, si sono stretti attorno attorno al MAS.
Per capire meglio il perché di questa vittoria elettorale bisogna analizzare la presidenza ad Interim di Janine Anez che prese il potere dopo che Morales si era candidato per la quarta volta, incostituzionalmente.
L’anima di questa crisi istituzionale riguarda sicuramente una presidente del senato che giura sulla Bibbia e reclama la guida di un paese in un senato semi deserto, senza quorum, supportata da polizia e vertici militari, in un dilagare di proteste e scontri.(come i massacri di Senkata e Sacaba e altre violazioni dei diritti umani https://www.theguardian.com/commentisfree/2019/nov/24/bolivia-anez-regime-violence).
Analizzando i dati elettorali si può scorgere una svolta in questa complessa crisi socio-politica. La destra bolivariana, rappresentata da Mesa e Camacho, esclusa dal potere da quasi 15 anni voleva riaffermarsi nel paese, e riprendersi quello che anni di riforme socialiste avevano redistribuito, tramite privatizzazione di industrie strategiche, deforestazioni ed espansioni della frontiera agricola nei territori protetti (https://theconversation.com/bolivia-contribution-of-indigenous-people-to-fighting-climate-change-is-hanging-by-a-thread-129399) ed esclusione di quei gruppi sociali ed etnici storicamente a sostegno del MAS.
Janine Anez e le rivolte che hanno interessato recentemente la Bolivia non hanno impedito che venisse “incoronato il delfino\successore” di Morales, sembra che l’instabilità politica, almeno quella elettorale si stia placando. Ancora è troppo presto per fare previsioni ma probabilmente quest’elezione, accettata sia da Anez che dall’OSA(organizzazione regionale storicamente a destra, esclusione cuba dal 1962 al 2009) riporterà a collocare la Bolivia nel blocco socialista assieme a Cuba e Venezuela, completando il progetto politico-economico enunciato nell’“Agenda del Bicentenario” in cui c’è molto spazio alla diversificazione dell’economia e l’universalizzazione dei diritti di base quali salute casa e lavoro.
https://www.affarinternazionali.it/2020/10/ritorno-al-mas-o-nuovo-corso-il-bivio-della-bolivia-alle-urne/
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