Sahara occidentale - Tensione tra Marocco e RASD
La “ferita” del Sahara ccidentale, è ancora lungi dall’essere sanata, infatti è di queste settimane la notizia delle crescenti tensioni tra la monarchia Alawita che occupa il territorio e il Fronte Polisario.
E' notizia di questi giorni che decine di attivisti per la liberà del popolo Saharawi hanno bloccato pacificamente la strada di confine di El Guerguerat, situata oltre il “Muro della vergogna” (o Berm), costruito da Rabat per isolare i cinque campi profughi in cui il popolo Saharawi è costretto a vivere in esilio.
Questa disputa ancora aperta ha storia lunga, risale infatti a metà degli anni 70 quando la Spagna dopo la morte di Franco si ritirò dal Marocco, e la longeva monarchia alawita si estese fino ai confini con la Mauritania, non conformemente al diritto internazionale dell'autodetrminazione del popolo saharawi.
Il popolo Saharawi, raggruppatisi nel Fronte Polisario, diede vita ad un’accanita guerriglia che ebbe un trattato di non belligeranza soltanto nel 1991 con la presenza dell'amissione di pace dell’ONU Minurso, nei territori occupati, che aveva l’obiettivo di una tregua tra le parti per l’istituzione di un Referendum, ancora non pervenuto.
E' di poco tempo fa la notizia dell’Ispezione proposta dall’alto Commissario ONU per i diritti umani che dovebbe sorvegliare i territori occupati de facto dal Marocco; inoltre siamo proprio alla vigilia del rinnovo della nuova missione Minurso.
Il Covid oltretutto ha chiuso le frontiere rendendo la strada di El Guerguerat ancor più strategica, essendo la principale strada di confine da cui Rabat assicura il rifornimento delle quelle materie prima (fosfati e pesca principalmente) di cui quella regione geografica è ricca.
Non si è fatta attendere la risposta marocchina che ha inviato decine di veicoli militari per sgombrare la zona, accusando di minare la tregua tra le parti. Questa violenta presa di posizione di Rabat è stata seguita dalla dichiarazione alla televisione algerina del segretario generale del Polisario Ghali che minaccia ritorsioni in caso di vittime Saharawi.
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