13 NOVEMBRE 2020 - VIOLATO IL CESSATE IL FUOCO
I militari del Marocco, all'alba di ieri, hanno forzato il blocco dei saharawi che manifestavano nella zona di confine, per protestare contro il referendum tanto atteso, per il riconoscimento dei propri diritti su quell'area geografica.
Ho iniziato a seguire la storia del territorio denominato "Sahara occidentale" e della sua gente fin dal 1974 e ancora oggi mi stupisco di come è stato gestito dall'ONU. Un contenzioso senza fine: tutti dopo la morte di Franco si aspettavano dalla Spagna la fine del colonialismo e invece è stato dato largo spazio al Maracco per una occupazione (Marcia Verde) considerata pacifica ma che invece ha generato un'occupazione e un esodo con la costituzione di campi profughi a Tindouf (Algeria). Il Marocco ha sfoderato pretese di diritti acquisiti e ha trattato con la Spagna per svendere gli accordi per la pesca e delle risorse minerarie.
Il mio primo viaggio sia nell'una che nell'altra parte (territori occupati e campi profughi) risale al 1990. Andare sul campo a vedere come viveva questo popolo in diaspora, mi ha procurato molti problemi, ma dato che nessuno ne parlava ho ritenuto opportuno vedere con i miei occhi e non delegare ad altri la mia futura opinione. Durante la tesi all'Università di Firenze ho dovuto lottare per chiamare il territorio "Sahara Occidentale" e non accettare "Sahara del Marocco" (occupazione marocchina) o addirittura chimarla "Ex sahara spagnolo". Naturalmente con il tempo si sono costituite molte associazioni di appoggio al popolo saharawi e con piacere constato oggi che c'è un pieno appoggio, alle controverse versioni, che propende più verso l'autodeterminazione dei saharawi.
Sul Manifesto di oggi trovo un articolo: "Il Marocco dichiara guerra ai civili saharawi" che l'articolista Stefano Mauro, spiega brillantemente la situzione definendola "operazione militare contro i manifestanti al confine con la Mauritania e violazione del cessate il fuoco...... Cito dal giornale: "Dopo 24 giorni di protesta pacifica da parte della società civile del popolo saharawi (associazioni giovanili, donne, organizzazioni per i diritti umani) per bloccare il passaggio di El Guerguerat, le Forze armate reali (FAR) del Marocco hanno lanciato un'operazione militare per tentare di disperdere i manifestanti, violando di fatto l'accordo sul cessate il fuoco in vigore nell'area...
La Repubblica scrive: "A 29 anni dal "cessate il fuoco" raggiunto con l’accordo di pace del 1991 tra Marocco e Fronte Polisario, la tregua armata nel Sahara Occidentale è rotta. Alle prime luci dell’alba le forze armate marocchine hanno forzato il blocco nella zona cuscinetto del Guerguarat, nel Sahara occidentale, al confine con la Mauritania, scatenando la reazione dei militanti saharawi che avevano formato un cordone di mezzi e persone per bloccare il flusso di merci come forma di protesta contro la violazione degli accordi sui territori contesi..". In quei 5 km di sabbia e sassi si sta giocando il futuro di un popolo. Sono passati 45 anni! Ora è giunto il momento di pretendere il referendum sull'autodeterminazione.
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