L'ambiente naturale e il paesaggio
L'esploratore J. Riley, dopo un naufragio descrive così l'approdo: ...una distesa piatta, in parte rocciosa, in parte terrosa, di una terra dura come il marmo quando la si cuoce, di colore marrone chiaro (...) gli altipiani rocciosi, che salgono piano dalla costa verso l'interno, raggiungono un'altezza di circa 400 metri (...), verso il nord basse colline spezzano la piattezza del deserto, mentre a sud la pianura del Tiris è movimentata da picchi azzurri dei "guelbs" granitici (...) simili a quelli tipici dell'Adrar mauritano (...). Per lamaggior parte il territorio è piatto e non è infrequente la visione di laghi, vallate, colline, che altro non sono che miraggi. Naufrage du Brigantin Americain e le commerce",PARIS 1928 P. 170.
Quando insieme a Fabio attraversammo in moto il confine tra il Marocco e il territorio occupato due militari in motocicletta ci dettero il benvenuto e ci scortarono fino al primo controllo dove oltre alle generalità ci fecero un piccolo interrogario. Era il 1990 e conoscevamo il territorio per letture e carte geografiche. Era la prima volta che ci trovamo in un luogo così emblematico e straordinariamente desolato. Volevamo correre verso la prima città ma fermarsi a guardare lo spettacolo di quella natura così prorompente, con un mare così violento, con nubbi che si alternavano a sole cocente ci portava a rallentaare la marcia. Uo spewttacolo veramente straordinario e quella prima descrizione di Riley calzava a pennello come pure le descrizioni antecedenti dei cronisti portoghesi che avevo studiato per la mia tesi...... continua...
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