Peggiora la crisi Ucraina. Sembra che Putin deciderà già oggi se ci sarà un intervento militare, mentre secondo gli Usa questo sarebbe già stato deciso e imminente.
Negli ultimi giorni sono circolate immagini di violenza nelle zone "separatiste" dell'Ucraina, violenze di cui sono accusati i sostenitori dell'Ucrania e/o le forze ufficiali di quello stato. L'Occidente crede che tutto ciò sia un falso mostrato ad arte da parte russa per giustificare l'intervento militare. Tutto ciò avviene dopo che solo una settimana fà, i militari russi (che con le loro esercitazioni al confine avevano innescato la crisi) sembravano sul punto di ritirarsi...
E' difficile scegliere a chi credere nel gioco delle propagande contrapposte, gioco nel quale i fatti hanno scarsa importanza. E' evidente comunque che una volontà di risolvere pacificamente i problemi non esiste in nessuna delle parti coinvolte...
I principali "problemi sul tavolo" sono quelli dell'espansione Nato ad Est, e la questione dei separatisti russofoni di alcune zone dell'Ucraina. Sul primo è evidente che l'Occidente non ha nessuna intenzione di dare garanzie concrete. Una futura adesione dell'Ucraina alla Nato è una possibilità che i paesi occidentali vogliano che rimanga "aperta", e le aperture su possibili riduzioni di alcuni armamenti non convincano Mosca. Sul secondo problema, anche se le violenze degli ultimi giorni nella zona sono state qualcosa di particolarmente poco chiaro, sia il governo ucraino (che sostiene o comunque "copre" gruppi paramilitari di estrema destra) che i "separatisti" sono accumunati dal non desiderare una soluzione pacifica, ed è difficile credere che questa gli possa essere imposta dall'esterno.
La Francia ha provato ripetutamente a "recitare il ruolo di paciere" (in fondo la Francia è quella che ha meno da guadagnare in un possibile conflitto) ma con scarsi risultati. Gli altri paesi Nato si sono allineati con Washington nel minacciare sansioni in caso di aggressione militare russa, spesso però rimanendo sul vago su cosa debba essere considerato come un'aggressione e su quali sarebbero le sanzioni. Le industrie militari occidentali hanno bisogno di un nemico per giustificare le continue spese in armamenti dei governi. Spese che, appaiono sempre più "incongrue" ad un opinione pubblica provata da due anni di pandemia. Dall'altra parte, è plausibile che l'escalation non dispiaccia neppure a Putin, la cui situazione interna non è delle più floride, nè agli oligarchi russi il cui potere non può che uscire rafforzato da questa situazione. Molti paesi europei hanno poi "il loro particolare tornaconto" come la Polonia che "coglie la palla al balzo" per giustificare nuovi comportamenti incivili nei confronti dei migranti.
La posizione dell'Ucraina "ne esce rafforzata" comunque vadino le cose. Il leader ucraino Zelensky ha inizialmente giocato la parte del moderato e del pacifista semplicemente ...Non facendo nulla. I crimini di guerra del famigerato "battaglione Azov" (https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglione_Azov ) sono ormai dimenticati da tutti. Poi, quando sono esplose le violenze nelle zone separatiste, di tutto ciò è stata incolpata la Russia, che, sebbene non sia escluso che abbia "ingrandito e sottolineato", non è comunque l'unica responsabile di quello che potremo definire "lo spirito che aleggia in quei luoghi". Se la Russia attaccasse l'Ucraina, il suo leader è prontissimo e felicissimo di la parte della vittima, se la Russia non attacca è chiaro che un domani, Zelensky sarà giustificato (quantomeno: dall'Occidente) a fare assolutamente qualsiasi cosa "gli passi per la testa".
Il gioco dei potenti è sempre quello di attribuire tutte le responsabilità a qualcun altro.
La situazione è comunque in rapida evoluzione...Comunque vadino le cose saranno le classi proletarie a pagarne il prezzo: anche qui in Italia. Infatti è comunque garantito un ulteriore rincaro dei prezzi del gas e, dato che l'Ucraina esporta grano, anche dei generi alimentari.
Fabrizio Cucchi /DEAPress
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