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Mostra "saharawi" - Andrew McConnell The last Colony

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IN ARCHIVIO (2012)

MOSTRA presso La Bottega di Marina di Pietrasanta  
dal 25 agosto 2012  al 14 ottobre 2012

The last Colony di Andrew McConnel

A cura di Serena Del Soldato

 

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 Prefazione a cura di Silvana Grippi

Andrew McConnell, in questa mostra, con venticinque immagini ambientate nel Sahara, ci narra la storia di uomini e donne saharawi che vivono nel deserto algerino. Nei campi profughi di Tindouf sono in attesa, fin dal 1975, di riconoscimento della propria identità e personalità giuridica come abitanti dell’ex Sahara Occidentale. Un piccolo esercito di uomini e donne dimenticati dal mondo, recluso in un deserto chiamato “hammada” dove il sole è padrone delle sue giornate.

Ho visitato per la prima volta queste zone nel 1990: un viaggio alla scoperta di volti, luoghi, tradizioni, diversità culturali, con esperienze irripetibili ed emozionanti. Al di là del muro di terra e sassi costruito dall’esercito marocchino per duemila km, lungo la frontiera mauritana, ho trovato, nonostante le avversità climatiche, un frenetico lavoro per la costruzione di una nuova società e un futuro migliore per le giovani generazioni.

Il fotografo McConnell, attraverso un gioco realizzato con una piccola luce, accende i riflettori su alcune storie, narrate con immagini ad effetto. La penombra rappresenta la mancanza di informazioni e la luce fievole indica la poca attenzione dei media e con queste immagini, in bilico tra luce e buio, i personaggi illuminati escono dalle tenebre e tornano a vivere acquistando “identità”.

Tra chiaro e scuro – le venticinque immagini scelte ci catturano rapidamente – facendo leva su un accurato mix tra curiosità e attenzione. Le immagini scorrono e si reggono solo con la lieve luce da cui i personaggi fotografati cercano di parlarci e renderci partecipi. Il tutto, in uno spazio ridotto, ci offre l’opportunità di vedere oltre con le giuste dosi di osservazione e narrazione, e un pizzico di curiosità. Quanto basta per indurci a leggere le loro storie e spingere lo sguardo “oltre”, anche solo per capire cosa accadrà un “domani” prossimo e/o ancora lontano.

Immagini surreali di un “Western Sahara” sconosciuto e dove queste foto con la descrizione rendono chiare la loro richiesta di un percorso di identificazione. Il Sahara occidentale è l’ultima colonia a non aver realizzato l’autodeterminazione.

WhatsApp_Image_2022-02-23_at_11.04.24.jpegAndrew McConnel

Il soggetto, il luogo sono stati nascosti per paura di rappresaglie da parte del governo marocchino. Il popolo Sahrawi vive sotto il controllo marocchino subendo continue oppressioni e violazioni dei diritti umani.

 

 

Questo modo di fotografare incentrato sul personaggio, soggetto e oggetti con accessori di immediata lettura, segna un mutamento anche nel ritmo e nel taglio della narrazione fotografica e si sofferma sulla forma e sulla trama scelta dall’autore, che attraverso immagini e voci cerca di rendere giustizia e di far conoscere un problema irrisolto. Mentre il passaggio,dalla focalizzazione interna, segna anche una decisa variazione nel registro formale dello stile della fotografia, che passa da un’immagine ferma ad un montaggio scenico “cinematografico”. Uno spaccato, uno stralcio di vita, che definirei reportage geografico con foto dialoganti, una narrazione con l’esclusione di campi lunghi sul paesaggio circostante.

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Febbraio 2022 12:14 )  

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