Se trovate questa petizione firmatela
immagina di essere solo/a in un paese che non conosci, chiuso/a per otto mesi in una gabbia, senza aver commesso alcun reato, in condizioni sovraffollate e indecenti, talvolta immerso/a nel tuo sterco, senza possibilità di comunicare con l’esterno. Completamente abbandonato a te stesso/a, senza capire il perchè della tua condizione.
Così viveva Ousmane Sbeylla, uomo di 22 anni originario della Guinea, chiuso da otto mesi dallo Stato Italiano in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).
Sylla stava impazzendo, chiuso in gabbia senza sapere perchè e oltretutto non poteva essere rimpatriato. Dopo giorni in cui piangeva e chiedeva aiuto, alle 6 di domenica mattina si è suicidato. Ha lasciato scritte le sue ultime angoscianti parole su un muro: "L’Africa mi manca molto e anche mia madre. Pace alla mia anima, che io possa riposare in pace".
Giuseppe si chiede, che Stato è uno Stato in cui viene permesso ciò?Che valore ha la vita umana per lo Stato Italiano? E chiede di chiudere i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) e trovare soluzioni alternative e rispettose dei diritti umani. Sei con lui?
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