30.000 persone uccise in "esecuzioni extragiudiziarie". Questo è il bilancio della guerra alla droga dell'ex presidente filippino Duterte, in carica dal 2016 al 2022. A riferirlo, una fonte non certo sospettabile di simpatie per la sinistra, ossia "il Giornale" (1). Durante il corso del suo mandato presidenziale, gli ufficiali di polizia venivano specificamente pagati per effettuare gli omicidi, ma già quando costui era solo il sindaco di Davao, tra il 2013 e il 2016, per combattere la "guerra alla droga" c'era un vero e proprio "squadrone della morte", composto da persone che Duterte minacciava (o ricattava) per commettere gli omicidi.
Tutto ciò non è esattamente una novità (2), tuttavia solo adesso persino l'ex presidente ha ammesso pubblicamente (in parte) "la cosa" nel corso di un'audizione nel parlamento filippino. Ma ha anche aggiunto di non sentirsi minimamente in colpa per tutto ciò. Dopo la fine del suo mandato, nel 2022, Duterte era scomparso dalla scena pubblica, per ricomparire solo con questa audizione. In precedenza, si stimava che i morti della sua personale guerra alla droga fossero intorno ai 5.000. Ma, come sempre succede, si conosce l'esatta "magnitudine" di qualche disastro solo dopo che questo è cessato.
L'attuale presidente filippino, Ferdinand Marcos Jr., anche se per motivi "non privi di sospetto", ha incoraggiato varie inchieste ufficiali sul peggio di quanto è successo nel corso del mandato del suo predecessore. E, bisogna dire che "è un piatto molto ricco". Corruzione ai più alti livelli, un'ecatombe di uccisioni extragiudiziarie, e abusi di ogni tipo. Si arrivò al famigerato caso di Jee Ick-joo, cittadino sudcoreano in viaggio di lavoro vicino a Manila, incensurato e estraneo a qualsiasi "affare di droga", sequestrato e ucciso dalla polizia che, persino dopo la sua morte cercò di estorcere soldi alla sua famiglia (3) con conseguenti proteste internazionali...Fino a che Duterte è rimasto in carica, nessuna seria inchiesta è stata effettuata su questo "sistema di cose", ma è chiaro che adesso il primo obbiettivo da raggiungere per il suo successore è "voltare pagina", almeno dal punto di vista formale. A Manila si parla ormai apertamente di modificare la costituzione del paese per evitare il ripetersi in futuro di una situazione del genere...
Difficile però credere che l'ormai 79 ex-presidente sconterà una qualche pena per il suo operato. Ed è improbabile che un così gran numero di funzionari coinvolti possa venir sostituito...
Fabrizio Cucchi/DEApress
(1)https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/squadroni-morte-uccidere-i-pusher-lammissione-duterte-sulla-2387729.html
(2)https://www.deapress.com/culture/caffe-letterario/20163-un-moderno-caligola.html%20
(3)https://www.bbc.com/news/world-asia-38686990
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