DEApress

Sunday
Apr 26th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Caos e Cybercultura

E-mail Stampa PDF

Uno dei libri, a mio avviso, “indispensabili” per capire il mondo e ciò che stiamo vivendo è “Caos e Cibercultura” del Timothy Leary" (1).

Dirò subito che su un paio di specifici argomenti -  la giustificazione dei cosiddetti “Young Urban Profesionals”, meglio noti con l'acronimo di YUPPIE; e l'analisi fatta del fenomeno della morte- non mi sento in totale accordo, con le tesi esposte. Peraltro l'ottimismo di Leary giustifica - a volte- la critica che rivolge al suo autore, la Joanne Kyger (2):
“Pagine insaporite di parole come: un tipo dolcissimo, una nuova terapia che è una delizia, un pomeriggio che è un amore. [....]”.

Tutto ciò, però non sminuisce l'importanza dell'opera, una delle poche che indaghi con intelligenza e completezza sull'avvento della moderna civiltà informatica.(3)

L'autore, seppure da una prospettiva radicalmente diversa da quella dei classici apologeti dell'esistente (ricordate, ad es. le illusioni di “fine della storia” pre 11 Settembre 2001?) descrive – in fondo profeticamente, visto che il libro è del 1994 – l'avvento della moderna civiltà informatica nei termini di un salto evolutivo, analogo a quello - citato espressamente - che portò i nostri progenitori fuori dall'acqua e alla conquista della terraferma.
Gli orrori della civiltà industriale (alcuni dei quali descritti e analizzati esplicitamente, come il militarismo americano, altri impliciti, come lo sfruttamento capitalista delle masse) non vengano negati nè giustificati, ma finiscono per apparire come una fase transitoria, ancorchè necessaria, dell'evoluzione.
La civiltà informatica, finirà, a suo avviso, per superare molte delle atrocità della modernità capitalista.

Lo sguardo di Leary indaga lucidamente sullo sviluppo della coscienza umana partendo, se così possiamo dire, dai fondamenti. La sua esperienza di psicologo giunge, non solo a descrivere il funzionamento del cervello umano con analogie prese dal mondo dei computer, ma anche ad indagare le modificazioni profonde che l'interazione con questo mondo comporta.

L'essere umano però non risultà nè disumanizzato nè “disincarnato” anzi, al contrario solo con l'avvento dell'informatica possono emergere, da un lato le sue vere peculiarità ( “I computer non sostituiranno la gente vera, ma solo i burocrati a livello medio e basso. Sostituiranno voi soltanto nella misura in cui usate l'intelligenza artificiale ( e non quella naturale) nel vostro lavoro e nella vostra vita. Se pensate come un burocrate, come un funzionario, come manager, come membro di una grande organizzazione nella quale non si fanno domande, o come giocatore di scacchi, allora state attenti....” (pag. 33 ), dall'altro solo il computer può rendere al corpo la sua importanza: “Il primo fatto da tenere presente è: noi tricelebrali non dovremmo usare il nostro prezioso corpoware per lavorare. Non è un sacrilegio sprecare i nostri preziosi sistemi sensoriali nello sgobbare, faticare, travagliare? Non siamo animali da soma, o servi della gleba, o robot esecutivi in divisa che debbano trascinare in ufficio il ventiquattrore. Perchè mai dovremmo usare i nostri corpi preziosi e insostituibili per fare lavori più indicati per le macchine della catena di montaggio?” (pag.5 ).

L'indagine procede anche conversando con protagonisti della cultura di quegli anni, come W. Gibson, W.S.Burroughs, Winona Ryder e altri. La vastità e la natura degli esempi e dei campi d'indagine esposti non mi permettano una sintesi esauriente, nella scarsità di tempo che la pazienza del lettore/lettrice può concedere a me; basti dire che l'indagine del Leary esplora a 360 gradi, non solo, come ho già ricordato, l'intera coscienza dell'uomo, ma altresì l'intero corso evolutivo dell'umanità, nel momento appunto di questa svolta cruciale, il passaggio a una società basata sull'informazione.

Uno dei “leit-motiv” è comunque il rapporto autorità- individuo che il Leary (a mio parere, giustamente) risolve a favore di quest'ultimo, dopo averlo esaminato nella sua evoluzione storica. Il Leary è inoltre convinto che le moderne tecnologie faranno “pendere la bilancia” sempre più a favore di quest'ultimo, e ne espone esaurienti ragioni.

Coerentemente con questo, posso ricordare - e condividere - lo slogan dell'opera, sintetizzato con l'acronomo TFYQA ossia Think for yourself; question authority, grosso modo traducibile come: “Pensa per te stesso, metti in discussione le autorità”.

Per concludere lascio la parola all'autore medesimo:

“I proprietari di Personal Computer stanno scoprendo che il cervello è:

  • l'organo definitivo del piacere e della consapevolezza;

  • una matrice di cento miliardi di microcomputer che attendono il boot, l'attivazione, la stimolazione, la programmazione;

  • in impaziente attesa di software, testaware, pensieroware, che ne riconosca l'impressionante potenziale e che renda possibile il collegamento elettronico in inter-rete con altri cervelli.”(4)

 

Fabrizio Cucchi, DEApress

 

(1)Timothy Leary, Caos e Cibercultura, Milano, Ed. Urra-Apogeo, 1996. Il titolo originale è “Chaos & Cyber Culture” ma evidentemente l'editore, (o, meno probabilmente: il traduttore) riteneva “troppo anglofono” per quegli anni, scrivere “cybercultura” con la y, dimostrando così poca preveggenza.... Comunque rimane una pregevole edizione, splendidamente illustrata, il cui principale difetto è l'assenza di un indice analitico....

(2) dal diario indiano della Kyger, presente nell'antologia “The Beat Book: poesie e prose della Beat Generation” a cura di Anne Waldman, Milano,il Saggiatore, 1996, pag. 227

(3) Purtroppo è piuttosto sconfortante notare come qualsiasi discorso, e la maggioranza dei testi sul tema “informatica, società e individuo” non esca dai due consueti binari, ossia la falsa alternativa del pessimista “Come internet sostituisce i rapporti umani” e dell'idiota apologia “Come internet ingrassi i profitti delle aziende, ossia dei soliti pescecani”.

(4) Op. Cit. Pag 50.

Share

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Aprile 2014 09:31 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 26 Aprile 2026
Terzo settore Ilaria Ioannone,Gabriele Sepio Disponibile in formato cartaceo o digitale A partire da 9,90 €
Silvana Grippi . 26 Aprile 2026
Il mondo della politica spagnola è in subuglio, è stato introdotto un nuovo sistema per regolarizzare gli immigrati. Tutto è in fase di trasformazione ma questi argomenti  li tratteremo al prossimo articolo. Intanto diamo notizia che da ciò il p...
Silvana Grippi . 24 Aprile 2026
anche questo anno festeggiamo il 25 aprile immagine ricevuta da Orsetti 
DEAPRESS . 21 Aprile 2026
  IL PARCO DI PRATOLINO RIAPRE AL PUBBLICO DAL MESE DI APRILE  2026 Articolo di MASSIMO SELMI       Articolo di MASSIMO SELMI  -  Un'immersione nell'arte open air fra i capolavori botanici di un delizioso par...
DEAPRESS . 21 Aprile 2026
LA FIRENZE DECO IN MOSTRA A PALAZZO MEDICI-RICCARDI - ARTICOLO DI MASSIMO SELMI  -     Nelle sale espositive di Palazzo Medici Riccardi a Firenze e' in corso fino al  prossimo 25 agosto 2026 la mostra  Firenze Déco. Atm...
DEAPRESS . 21 Aprile 2026
Il prossimo 22 aprile 2026, nella straordinaria cornice della Certosa (via della Certosa 1 a Firenze), si terràSustainability Day 2026 La Cura della Casa Comune,una intera giornata promossa dalla Fondazione Italiana...
DEAPRESS . 21 Aprile 2026
L'ARTE DI ANTONIO LIGABUE IN MOSTRA A PISA  BY CRISTINA FONTANELLI                   Agli Arsenali di Pisa prosegue consuccesso l'esposizione artistica dedicata ad Antonio Ligabue. La mos...
Silvana Grippi . 20 Aprile 2026
Dona il tuo 5 per MILLE all’Associazione Socio Culturale D.E.A.  le entrate saranno devolute per i seguenti progetti   Didattica-Espressione-Ambiente Informazione libera e indipendente habitat e culture persone e associazioni i...
DEAPRESS . 20 Aprile 2026
FRA STORIA E ARTE, LEZIONI ACCADEMICHE AL MUSEO DEGLI UFFIZI (INGRESSO LIBERO)  Articolo di Cristina Fontanelli Autore  Cristina Fontanelli  -  Al Museo degli Uffizi di Firenze prosegue il ciclo culturale "Fra Storia e Arte", le...

Galleria DEA su YouTube