DEApress

Thursday
Jun 04th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Caos e Cybercultura

E-mail Stampa PDF

Uno dei libri, a mio avviso, “indispensabili” per capire il mondo e ciò che stiamo vivendo è “Caos e Cibercultura” del Timothy Leary" (1).

Dirò subito che su un paio di specifici argomenti -  la giustificazione dei cosiddetti “Young Urban Profesionals”, meglio noti con l'acronimo di YUPPIE; e l'analisi fatta del fenomeno della morte- non mi sento in totale accordo, con le tesi esposte. Peraltro l'ottimismo di Leary giustifica - a volte- la critica che rivolge al suo autore, la Joanne Kyger (2):
“Pagine insaporite di parole come: un tipo dolcissimo, una nuova terapia che è una delizia, un pomeriggio che è un amore. [....]”.

Tutto ciò, però non sminuisce l'importanza dell'opera, una delle poche che indaghi con intelligenza e completezza sull'avvento della moderna civiltà informatica.(3)

L'autore, seppure da una prospettiva radicalmente diversa da quella dei classici apologeti dell'esistente (ricordate, ad es. le illusioni di “fine della storia” pre 11 Settembre 2001?) descrive – in fondo profeticamente, visto che il libro è del 1994 – l'avvento della moderna civiltà informatica nei termini di un salto evolutivo, analogo a quello - citato espressamente - che portò i nostri progenitori fuori dall'acqua e alla conquista della terraferma.
Gli orrori della civiltà industriale (alcuni dei quali descritti e analizzati esplicitamente, come il militarismo americano, altri impliciti, come lo sfruttamento capitalista delle masse) non vengano negati nè giustificati, ma finiscono per apparire come una fase transitoria, ancorchè necessaria, dell'evoluzione.
La civiltà informatica, finirà, a suo avviso, per superare molte delle atrocità della modernità capitalista.

Lo sguardo di Leary indaga lucidamente sullo sviluppo della coscienza umana partendo, se così possiamo dire, dai fondamenti. La sua esperienza di psicologo giunge, non solo a descrivere il funzionamento del cervello umano con analogie prese dal mondo dei computer, ma anche ad indagare le modificazioni profonde che l'interazione con questo mondo comporta.

L'essere umano però non risultà nè disumanizzato nè “disincarnato” anzi, al contrario solo con l'avvento dell'informatica possono emergere, da un lato le sue vere peculiarità ( “I computer non sostituiranno la gente vera, ma solo i burocrati a livello medio e basso. Sostituiranno voi soltanto nella misura in cui usate l'intelligenza artificiale ( e non quella naturale) nel vostro lavoro e nella vostra vita. Se pensate come un burocrate, come un funzionario, come manager, come membro di una grande organizzazione nella quale non si fanno domande, o come giocatore di scacchi, allora state attenti....” (pag. 33 ), dall'altro solo il computer può rendere al corpo la sua importanza: “Il primo fatto da tenere presente è: noi tricelebrali non dovremmo usare il nostro prezioso corpoware per lavorare. Non è un sacrilegio sprecare i nostri preziosi sistemi sensoriali nello sgobbare, faticare, travagliare? Non siamo animali da soma, o servi della gleba, o robot esecutivi in divisa che debbano trascinare in ufficio il ventiquattrore. Perchè mai dovremmo usare i nostri corpi preziosi e insostituibili per fare lavori più indicati per le macchine della catena di montaggio?” (pag.5 ).

L'indagine procede anche conversando con protagonisti della cultura di quegli anni, come W. Gibson, W.S.Burroughs, Winona Ryder e altri. La vastità e la natura degli esempi e dei campi d'indagine esposti non mi permettano una sintesi esauriente, nella scarsità di tempo che la pazienza del lettore/lettrice può concedere a me; basti dire che l'indagine del Leary esplora a 360 gradi, non solo, come ho già ricordato, l'intera coscienza dell'uomo, ma altresì l'intero corso evolutivo dell'umanità, nel momento appunto di questa svolta cruciale, il passaggio a una società basata sull'informazione.

Uno dei “leit-motiv” è comunque il rapporto autorità- individuo che il Leary (a mio parere, giustamente) risolve a favore di quest'ultimo, dopo averlo esaminato nella sua evoluzione storica. Il Leary è inoltre convinto che le moderne tecnologie faranno “pendere la bilancia” sempre più a favore di quest'ultimo, e ne espone esaurienti ragioni.

Coerentemente con questo, posso ricordare - e condividere - lo slogan dell'opera, sintetizzato con l'acronomo TFYQA ossia Think for yourself; question authority, grosso modo traducibile come: “Pensa per te stesso, metti in discussione le autorità”.

Per concludere lascio la parola all'autore medesimo:

“I proprietari di Personal Computer stanno scoprendo che il cervello è:

  • l'organo definitivo del piacere e della consapevolezza;

  • una matrice di cento miliardi di microcomputer che attendono il boot, l'attivazione, la stimolazione, la programmazione;

  • in impaziente attesa di software, testaware, pensieroware, che ne riconosca l'impressionante potenziale e che renda possibile il collegamento elettronico in inter-rete con altri cervelli.”(4)

 

Fabrizio Cucchi, DEApress

 

(1)Timothy Leary, Caos e Cibercultura, Milano, Ed. Urra-Apogeo, 1996. Il titolo originale è “Chaos & Cyber Culture” ma evidentemente l'editore, (o, meno probabilmente: il traduttore) riteneva “troppo anglofono” per quegli anni, scrivere “cybercultura” con la y, dimostrando così poca preveggenza.... Comunque rimane una pregevole edizione, splendidamente illustrata, il cui principale difetto è l'assenza di un indice analitico....

(2) dal diario indiano della Kyger, presente nell'antologia “The Beat Book: poesie e prose della Beat Generation” a cura di Anne Waldman, Milano,il Saggiatore, 1996, pag. 227

(3) Purtroppo è piuttosto sconfortante notare come qualsiasi discorso, e la maggioranza dei testi sul tema “informatica, società e individuo” non esca dai due consueti binari, ossia la falsa alternativa del pessimista “Come internet sostituisce i rapporti umani” e dell'idiota apologia “Come internet ingrassi i profitti delle aziende, ossia dei soliti pescecani”.

(4) Op. Cit. Pag 50.

Share

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Aprile 2014 09:31 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Antonio Desideri . 02 Giugno 2026
Esiste una forma di autoritarismo che non ha bisogno di eserciti, di censura, né di decreti. Non si annuncia, non chiede consenso e non ammette ricorso. Opera attraverso la struttura stessa dell’economia globale, rimodellando silenziosamente le condi...
Silvana Grippi . 01 Giugno 2026
Centro socio-culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) XIV CONCORSO FANZINE Libera l’iDEA Progetto inserito nel programma di ricerca “comunicazione visiva e espressione gestuale con l’uso di nuovi mezzi espressivi” Attivo dal 1995 SEZI...
Silvana Grippi . 31 Maggio 2026
il 30 maggio si è svolta a Firenze il finissage del Festival Mediamix......            
Silvana Grippi . 31 Maggio 2026
Festival Mediamix arrivato al suo ventunesimo anno il 30 maggio 2026 si è svolto nel palcoscenico Parterre del Comune di Firenze Q2 (cui si ringrazia) in Piazza della Libertà. Sottotitolo Antropologia della Visione L'Arte è..." Il finissage del Fes...
Silvio Terenzi . 27 Maggio 2026
Teodosio D’Apolito“L’ebbrezza che dissolve gli affanni e move l’animo dal profondo” In un tempo che trasforma il vino in etichetta, strategia e linguaggio commerciale, arriva il saggio di Teodosio D’Apolito che torna alla poesia, alle radici antic...
Silvana Grippi . 26 Maggio 2026
 Comune di Firenze Q.2    Galleria DEA Patner Teatro Instabile e Teatro Grazia Deledda Paulilatino   XXI - FESTIVAL MEDIAMIX - "Antropologia della visione - L'Arte è .." Piazza della Libertà - Parterre - F...
DEAPRESS . 26 Maggio 2026
Siccome simo in primavera perché non parlare della Primavera del nostro Sandro Botticelli che si trova al museo degli Uffizi della nostra amata Firenze?     La Primavera è un dipinto a tempera grassa su tavola di 203X314 cm di d...
Silvana Grippi . 26 Maggio 2026
Ecco la presentazione della prima a Firenze del film "L'Edera Antica" di Aldo Sicurella con la collaborazione del  Comune di Firenze Consiglio di Quartiere 2 e dell'Associazione Socio- culturale D.E.A. Vi aspettiamo al Festival Medfiamix ...
Silvio Terenzi . 22 Maggio 2026
Rosanna Rizzo“L’ombra ai miei piedi” “L’ombra ai miei piedi” è il romanzo d’esordio di Rosanna Rizzo, insegnante e coach di scrittura consapevole, che trasforma la propria esperienza educativa in una narrazione intima e necessaria. Attraverso il p...

Galleria DEA su YouTube