Milano è di nuovo fuori legge per l'inquinamento e quest'anno con una settimana di anticipo rispetto al 2009. Da oggi infatti il capoluogo lombardo ha esaurito il proprio bonus di giorni di superamenti delle concentrazioni di polveri sottili consentito dall'Unione Europea. Gli Stati membri non possano superare il limite di 50 microgrammi per metro cubo per più¹ di 35 giorni all'anno: termine che Milano ha raggiunto ieri. In Italia peggio di Milano solo Brescia e Monza, le città più grandi della Lombardia, che hanno raggiunto il 35° giorno la scorsa domenica. Il dato cittadino non è dissimile da quello degli altri capoluoghi della pianura lombarda e, purtroppo, è una sonora conferma dell'insufficienza delle azioni intraprese nei confronti del pessimo stato dell'aria che, per gran parte dell'inverno, ristagna nell'area padana. A ricordare che questa situazione si ripropone uguale tutti gli anni a causa di politiche contro lo smog insufficienti ci hanno pensato gli attivisti di Legambiente che questa mattina si sono presentati davanti a Palazzo Marino dichiarando di "averne i polmoni pieni" e consegnando le multe europee che spettano quest'anno alla Regione Lombardia. "Non ci rassegniamo all'idea che l'inquinamento atmosferico sia un dato endemico per la Pianura Padana" dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia- è chiaro che lotta all'inquinamento e governo della mobilità devono viaggiare insieme: occorre dotare la Lombardia di servizi ferroviari e metropolitani competitivi con quelli delle altre grandi aree urbane europee, perchè troppi cittadini della nostra regione non hanno accesso ad una efficace alternativa all'uso dell'auto privata.
Dunque l'aria del capoluogo meneghino è stata irrespirabile in questo primo mese e mezzo del 2010, toccando punte di concentrazioni di PM10 di 140 microgrammi per metrocubo e superando i 73mg/mc di media (contro i 40 tollerati, come media annua, dalla direttiva UE): negli ultimi cinque anni solo il terribile 2006 era stato peggiore. Ma in generale le altre città lombarde non se la passano meglio. Anche Brescia, come Milano, si è già giocata tutti i giorni consentiti di sforamento raggiungendo quota 36. E ormai vicine al limite sono anche Saronno e Mantova che hanno già sforato rispettivamente per 34 e 33 giorni. La situazione è critica in tutte le città : esattamente un anno fa a Mantova erano solo 19 i giorni di superamento, oggi sono 33.
Il cielo pulito da noi si vede solo nei manifesti elettorali, accusa Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente." Tutti sembrano dimenticare che l'Europa ci ha posto in procedura di infrazione e che alla fine rischiano di pagare con le proprie tasse i cittadini inquinati: comuni e Regione Lombardia si sono dati piani insufficienti, che per giunta non sanno far rispettare, e il Ministero dell'Ambiente da tre anni non ha neppure scritto il suo programma di risanamento. Il paradosso è che disponiamo di tecnologie pulite e sappiamo quali politiche adottare, ma ci manca un governo. Per questo consegniamo il "multone" morale allo Stato italiano.
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