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Terra 3.0 - 14/10/2010

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Terra 3.0: l'ultima speranza per salvare il pianeta

 

In silenzio, senza clamore, senza ricevere le dovute attenzioni, la tormentata relazione tra Umanità e Pianeta Terra sta entrando nella sua terza fase. In principio l'uomo era un semplice primate nudo ed indifeso, che doveva combattere ogni giorno per la sua esistenza, alla ricerca delle risorse che la natura matrigna gli metteva a disposizione. Poi l'uomo si è evoluto, è maturato, ha superato la sua condizione subordinata nei confronti del resto della biosfera, è diventato pretenzioso, ingordo di risorse. Tutto gli era dovuto, il pianeta era stato creato a suo uso e consumo: questo è quello che l'uomo raccontava a sé stesso. Ed è così che siamo arrivati ai giorni d'oggi, a un passo dal collasso.

Nei giorni scorsi il Wwf in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network , ha presentato il dati del suo rapporto biennale, il Living Planet Report. Questo volume, frutto di due anni di lavoro di ricerca parla chiaro: il pianeta è soggetto a un forte aumento del consumo di fonti disponibili rispetto a quelle che si rigenerano. In pratica noi uomini consumiamo un pianeta e mezzo, cioè utilizziamo più risorse di quelle che si rigenerano e colmiamo la differenza divorando il patrimonio naturale della Terra.

Nel 2030, in assenza di una drastica correzione di rotta, arriveremo ad aver bisogno di due pianeti.

Questa correzione di rotta per fortuna abbiamo iniziato a vederla. È l'inizio della terza fase. Ormai da qualche hanno si sente parlare di riscaldamento climatico causato dall'uomo, di energie rinnovabili, risparmio energetico, green economy, riduzione delle emissioni. Tutti termini che fino a venti anni fa erano per lo più sconosciuti. Il cambiamento è in atto, il passaggio alla Terra 3.0 è cominciato, una Terra dove l'uomo e la natura ritrovano un nuovo equilibrio, paritario, di rispetto reciproco, dal quale entrambi possono trarre benefici.

Ma guardando le alluvioni che spazzano via intere regioni dell'Asia, oceani inondati di petrolio, la Russia che vieni avvolta da enormi incendi, pensando ai 350.000 morti l'anno causa inquinamento in Europa, al deserto che avanza, i mari sempre più acidi, i ghiacciai che continuano a ritirarsi, e al fatto che ogni 20 minuti una specie animale si estingue nel nostro pianeta, sorge un dubbio: la terza rivoluzione farà in tempo a salvare la Terra o è già troppo tardi?

Ogni settimana riporteremo le ultime notizie riguardanti questa corsa contro il tempo.

Tra le notizie recenti le più confortanti vengono dagli USA dove Google ha deciso in investire ben 5 miliardi di euro, il 37% del suo capitale azionario, nella realizzazione di una nuova rete di trasmissione che collegherà le turbine a vento offshore, lungo la costa atlantica dal New Jersey alla Virginia. In particolare verranno posati almeno 550 chilometri di cavi sottomarini, per trasportare l'energia elettrica dalle pale eoliche collocate in mare, fino agli utenti finali. Una vera e propria autostrada per l’energia pulita in grado di trasportare 6.000 megawatt, una quantità di energia elettrica che corrisponde a quella prodotta da cinque centrali nucleari. La costruzione avrà inizio nel 2013 e il sistema, battezzato Atlantic Wind Connection, comincerà a funzionare dal 2016.

A fianco di questo progetto, Google ha pure finanziato con quasi 500.000 dollari una ricerca della Southern Methodist University che ha accertato le enormi potenzialità dell'energia geotermica nella Virginia Occidentale, che ricava il 97% dell’energia elettrica dal carbone, il peggiore fra i combustibili fossili. E' stato calcolato che se la Virginia Occidentale sfruttasse il 2% della sua energia geotermica riuscirebbe a produrre più energia elettrica di quanta ne produce ora, e senza emissioni inquinanti.

In tema di energie rinnovabili è però l'Europa il leader indiscusso e in particolare i paesi del nord. A fine settembre la compagnia svedese Vattenfall ha inaugurato il più grande parco eolico offshore al mondo, il Thanet Offshore Wind Farm, al largo della costa sud orientale dell'Inghilterra. Il parco eolico, per la cui realizzazione sono stati necessari due anni di lavoro e un investimento di circa 1 miliardo di euro, dispone di 100 turbine che generano energia elettrica equivalente al consumo annuo di oltre 200.000 famiglie britanniche per una potenza di 300 megawatt.

Oltre all'eolico, anche il fotovoltaico non pare arrestare la sua corsa.

Un recente rapporto della Duke University, in North Carolina, rivela infatti che l’energia solare è diventata ormai più conveniente di quella nucleare non solo a livello ambientale, visto che riciclare i moduli è meno problematico che gestire scorie che rimangono radioattive per migliaia di anni, ma anche economico.

E per il 2013 è previsto che il solare supererà in convenienza anche l'energia prodotta da fonti fossili, attualmente ancora più economica.

Anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, punta forte sul solare. In occasione di un incontro a Bruxelles sulla lotta ai cambiamenti climatici della scorsa settimana ha dichiarato : «Stiamo immaginando una solarizzazione integrale delle città: il pannello fotovoltaico per ogni condominio, per ogni abitazione, per ogni ospedale, scuola, capannone industriale o serra agricola».

Dopo pochi giorni da Manspach, in Francia, arriva la notizia che si può andare ancora oltre le prospettive di Vendola con l'annuncio della prima chiesa d’Europa con tegole fotovoltaiche. Edificata poco dopo la metà dell’Ottocento, nel corso del Novecento il suo tetto era stato rifatto in cemento e amianto. Perdeva e aveva bisogno di essere rifatto, così municipalità e parrocchia hanno colto l’occasione per installare un sistema composto da tegole fotovoltaiche in vetro che si chiamano SG Solar Sunstyle. Queste mantengono il formato, l’aspetto e l’andatura dei lastroni di ardesia: l’unica differenza è che, quando splende il sole, su di esse si rispecchia l’adiacente campanile. Il tetto della chiesa sarà così in grado di assicurare una produzione annua di elettricità stimata in circa 30.000 kWh che sarà venduta alla rete elettrica e soddisferà all’incirca il fabbisogno di nove abitazioni.

Questa sì che è manna dal cielo...

14/10/10

Cosimo Biliotti

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