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Il problema delle lingue straniere

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Pubblichiamo qui di seguito un importante documento di cui siamo venuti in possesso: una allarmante mozione uscita dall'ultima Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Lingue.


La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, allargata ai Presidenti dei Corsi di Studio in Lingue presso le Facoltà di Lettere e Filosofia, riunita a Bologna il 15 marzo 2008 richiama l’attenzione del Paese e delle forze politiche che si propongono di guidarlo sulle seguenti considerazioni riguardanti l’EMERGENZA LINGUE STRANIERE in Italia:


*  L’Italia figura costantemente agli ultimi posti tra i Paesi europei quanto a competenza reale nelle lingue straniere da parte dei propri cittadini. Ciò è avvertito dalle rilevazioni internazionali come dalla percezione diffusa di chiunque si muova a livello di contatti internazionali.

*  Si ritiene da parte di molti che la competenza comunicativa internazionale si possa esaurire con una rudimentale o mediocre conoscenza di un inglese basilare, per di più sovente remoto da una scorrevolezza e da pronuncia accettabili.

*  L’Italia ha di fatto largamente disatteso le indicazioni della Comunità sulla necessità di prevedere nell’insegnamento scolastico almeno due lingue comunitarie oltre all’italiano. L’inserimento di una lingua straniera alle elementari si è di fatto attuato (laddove ciò sia avvenuto) con quasi totale esclusivismo come insegnamento dell’inglese. In ogni caso i risultati di apprendimento anche di questo monolinguismo di fatto sono generalmente assai bassi e spesso quasi inesistenti.

*  Gli insegnanti di lingue straniere del sistema scolastico italiano hanno occasionalmente forme di aggiornamento didattico/metodologico ma scarsi o nulli incentivi ad un rinnovamento e/o approfondimento della pratica linguistica professionalmente indispensabile (le lingue si dimenticano, ove non praticate).

*  In numerose facoltà universitarie si ignora l’apprendimento di lingue straniere, di norma ridotto ad una insignificante prova di idoneità, e comunque limitato nella stragrande maggioranza dei casi al solo inglese. In tal modo si creano futuri quadri professionali impossibilitati ad una comunicazione efficiente/efficace su piano internazionale.

*  La legislazione universitaria italiana non ha saputo affrontare un quadro giuridico attendibile ed accettabile riguarda al personale di madrelingua (lettori e/o CEL), ignorando di fatto il carattere indispensabile del loro apporto nel processo di apprendimento/insegnamento delle lingue straniere.

Tutto ciò configura una vera EMERGENZA LINGUE STRANIERE nel Paese, di cui il mondo politico (ma anche quello dei media e conseguentemente l’opinione pubblica) appare non volersi o non sapersi rendere conto, perpetuando una condizione di minorità del Paese nel quadro del mondo globalizzato in cui viviamo.

La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Lingue e Letterature Straniere  chiede ai responsabili delle forze politiche di prendere posizione rispetto a questo enorme problema assumendo concreti impegni in merito alla sua risoluzione e si propone di organizzare una giornata di riflessione e di proposte operative in merito ai problemi qui sollevati sollecitando una concreta partecipazione all’iniziativa di chi avrà la responsabilità politica della guida del Paese e una adeguata assunzione di responsabilità.

Bologna,
il 15 marzo 2008

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