Ieri, dopo una grave malattia, è morto Youssef Chahine, il più grande regista cinematografico egiziano. “Il Fellini d’Egitto” è morto al Cairo, dopo che vi era stato trasferito da Parigi, dove era stato ricoverato per un ictus cerebrale, due mesi fa. Non era mai uscito dal coma.
Chahine è stato noto per la capacità di creare scandalo e sconcerto dalle proprie pellicole: provocazioni culturali e intellettuali molto coraggiose, le sue. Come quando ne Il passero attacca il proprio paese per la tragica sconfitta nella Guerra dei Sei Giorni. O come quando, in Il destino, denuncia il fondamentalismo islamico, mettendolo tuttavia a confronto con la tolleranza dell’Islam originario. Spiazzante ad Oriente e a Occidente.
Con posizioni sul terrorismo e la violenza, scomode per chiunque. Contro chi uccide, ma anche contro chi, portando per primo violenza, denuncia la barbarie della violenza altrui.
Chahine è stato noto per la capacità di creare scandalo e sconcerto dalle proprie pellicole: provocazioni culturali e intellettuali molto coraggiose, le sue. Come quando ne Il passero attacca il proprio paese per la tragica sconfitta nella Guerra dei Sei Giorni. O come quando, in Il destino, denuncia il fondamentalismo islamico, mettendolo tuttavia a confronto con la tolleranza dell’Islam originario. Spiazzante ad Oriente e a Occidente.
Con posizioni sul terrorismo e la violenza, scomode per chiunque. Contro chi uccide, ma anche contro chi, portando per primo violenza, denuncia la barbarie della violenza altrui.
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