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"Goya e il mondo moderno" in mostra a Milano

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Uno dei più grandi protagonisti della storia dell'arte, il pittore Francisco Goya, è da oggi al centro di una mostra a Milano che indaga sulla sua complessa eredità culturale.

Con "Goya e il mondo moderno", da oggi al 27 giugno a Palazzo Reale, la rassegna propone più di 180 opere, tra dipinti, incisioni e disegni, ricostruendo la relazione tra il pittore spagnolo (1746-1828) e altri celebri artisti che hanno segnato il percorso dell'arte degli ultimi due secoli: da Delacroix a Klee, da David a Kokoschka, da Victor Hugo a Mirò, da Klinger a Picasso, da Nolde a Bacon, da Kirchner a Pollock, da Guttuso a de Kooning.

Come spiega una nota dei curatori, la presenza dell'irrazionalità, l'importanza del corpo, il terrore, la costanza della paura, sono solo alcuni degli aspetti della nuova società su cui quadri, disegni e incisioni di Goya proiettano una luce intensa e riconoscibile.

"Non sono pochi gli artisti che, direttamente e non, hanno trasformato la pittura di Goya in un punto di riferimento concettuale ed estetico facendo propri i racconti e le pennellate avvolgenti", dice ancora la nota.

Il percorso espositivo si articola attraverso tre filoni tematici che presentano le opere di Goya accanto a quelle di alcuni fra i più influenti artisti del secolo moderno.

In primo luogo, spiega la nota, viene proposta un'analisi dell'immagine della nuova società, muovendo dal fallimento della struttura politica dell'Antico Regime, per arrivare allo sviluppo industriale e alla nascita di nuovi collettivi sociali in cui l'individuo afferma la propria soggettività.

In seconda istanza, la mostra vuole dar conto della reazione dell'individuo al nuovo stile di vita, attraverso la riproduzione di espressioni forti e contrastanti con gli stereotipi comportamentali tradizionali.

La rassegna infine presenta una visione della violenza e del terrore, come i tratti più negativi della nuova società, che prendono vita sulle tele con colori e rappresentazioni cupe e intense.

"La presenza dell'irrazionalità, l'importanza del corpo, il terrore, la costanza della paura, sono solo alcuni degli aspetti della nuova società su cui quadri, disegni e incisioni di Goya proiettano una luce intensa e riconoscibile. Non sono pochi gli artisti che, direttamente e non, hanno trasformato la pittura di Goya in un punto di riferimento concettuale ed estetico facendo propri i racconti e le pennellate avvolgenti", spiegano ancora i curatori.

"Con questa grande mostra, dedicata a Goya e alla sua concezione di modernità, abbiamo la possibilità, di più la necessità, di sentirci fieramente europei e di riconoscere nell'arte la base e l'altezza della nostra irrequieta identità", ha detto in una dichiarazione Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura del Comune di Milano, che ha proposto la mostra assieme alla Societad Estatal para la Acciòn Cultural Exterior di Spagna, in collaborazione con Mondomostre, Palazzo Reale e l'Ambasciata di Spagna a Roma, in occasione del semestre spagnolo di presidenza dell'Unione Europea.

Sono 184 le opere preziose esposte, tra cui quelle di 45 altri celebri artisti oltre a Goya, provenienti da 62 enti prestatori e 15 Paesi coinvolti nell'iniziativa.

"Isolato nella campana di vetro della sordità, nel suo povero e barbaro paese a un'estremità dell'Europa, Goya definisce i termini dello sguardo moderno che è inscindibile dall'audacia e dal pericolo, a volte dal castigo", ha scritto in un saggio lo scrittore spagnolo Antonio Munoz Molina.

'Non si può guardare'... dice la didascalia di uno dei Disastri della guerra. Ma il suo non è solo lo sguardo di un pittore e la sua novità trascende la pittura, riecheggia addirittura in arti che non erano ancora state inventate alla sua morte: la fotografia, il cinema, il fumetto".

Fonte: www.reuters.it

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