I condannati per appartenenza al partito turco del DHKP-C, rinchiusi in isolamento nel carcere di massima sicurezza di Bruges (Belgio), dal 30 settembre scorso hanno avviato uno sciopero della fame ad oltranza. Lo annuncia il sito belga www.leclea.be
I prigionieri politici del DHKP-C in Turchia, da qualche anno, hanno avviato una lunga serie di scioperi della fame ad oltranza per protestare contro il nuovo regime di isolamento carcerario. I cosiddetti death fast hanno già portato una lunga serie di vittime.
Erano molti anni che in Europa occidentale non si verificavano scioperi della fame ad oltranza. Il caso Bahar Kimyongür (cfr. altri articoli di DEApress, sezione Ultime Nove, categoria Internazionale) si complica ulteriormente. Il leader dell'associazione Tayad (che difende le vittime dell'isolamento carcerario in Turchia) sarà anch'egli trasferito nel carcere di Bruges fra pochi giorni. La sua eventuale adesione allo sciopero della fame aggiungerebbe un nome illustre anche in Italia, alla lunga serie di persone che hanno deciso di aderire a questa drammatica forma di protesta.
Giulio Gori - DEApress
I prigionieri politici del DHKP-C in Turchia, da qualche anno, hanno avviato una lunga serie di scioperi della fame ad oltranza per protestare contro il nuovo regime di isolamento carcerario. I cosiddetti death fast hanno già portato una lunga serie di vittime.
Erano molti anni che in Europa occidentale non si verificavano scioperi della fame ad oltranza. Il caso Bahar Kimyongür (cfr. altri articoli di DEApress, sezione Ultime Nove, categoria Internazionale) si complica ulteriormente. Il leader dell'associazione Tayad (che difende le vittime dell'isolamento carcerario in Turchia) sarà anch'egli trasferito nel carcere di Bruges fra pochi giorni. La sua eventuale adesione allo sciopero della fame aggiungerebbe un nome illustre anche in Italia, alla lunga serie di persone che hanno deciso di aderire a questa drammatica forma di protesta.
Giulio Gori - DEApress
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