Firenze - Uno tra i più grandi intellettuali iracheni in Italia, il poeta "fiorentino" Hasan Atiya Al Nassar, interviene, in esclusiva per DEApress, sull'esecuzione della condanna a morte di Saddam Hussein.
Al Nassar riconosce l'errore dell'amministrazione statunitense e dell'autorità irachena, riguardo all'inopportunità di eseguire una condanna del genere, in una fase così forte di tensioni e di violenza nel paese. Tuttavia esclude la possibilità di una qualsiasi forma di pietà umana nei confronti dell'ex dittatore.
Al Nassar, nato vicino a Nassiriya, arrivò in Italia nei primi anni ottanta, per sfuggire alle persecuzioni di Saddam Hussein. Due fratelli gli erano stati fucilati, per essersi rifiutati di prestare servizio nell'esercito nella guerra contro l'Iran. Un nipote è desaparecido da più di vent'anni. Lui stesso dovette lasciare il paese per la sua attività di opposizione, in quanto scrittore e giornalista; oltreché, benché ateo, per le sue origine sciite.
Al Nassar ha definito Saddam Hussein "Un boia" e ha aggiunto: "Quello che stupiva in lui era l'assoluta insensibilità, l'assoluta mancanza di umanità nelle persecuzioni e negli omicidi. Ha ucciso migliaia di persone senza avere il minimo scrupolo. Per lui era come schiacciare degli insetti. Nonostante non si possa essere come lui, non riesco a provare dolore per la sua morte".
Giulio Gori - DEApress