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Grecia: siete tutti ladri, lo ha deciso il popolo!

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Tratto da:http://www.controlacrisi.org/

In Grecia si ribellano all'austerity, e la protesta si radicalizza. In Italia?

CRISI:GRECIA;MIGLIAIA IN PIAZZA PER SCIOPERO,SCONTRI. CRESCE LA RABBIA CONTRO UNA CRISI CHE COMINCIA A SENTIRSI

(di Giulio Gelibter)

(ANSA) - ATENE, 29 GIU - Migliaia di lavoratori e pensionati greci sono scesi di nuovo oggi in piazza contro il piano di austerità e la riforma delle pensioni nel corso di uno sciopero che ha semiparalizzato il Paese. E la rabbia crescente contro una crisi che comincia a farsi sentire si è trasformata alla fine in furia provocando scontri, sia pure non gravi, con la polizia, al grido di «Ladri» e «Bruciamo il Parlamento». Per la prima volta dall'inizio dell'austerity gli agenti, schierati in forza, sono dovuti intervenire con gas lacrimogeni non per fermare gruppi di anarchici ma contro una parte dei dimostranti del corteo sindacale che volevano raggiungere l'entrata del Parlamento. I quali, con rabbia più evidente del solito, innalzavano cartelli, fra cui uno in cui si eguagliava il partito di governo Pasok a quello di centrodestra Nuova Democrazia, e sopra la scritta: «Siete tutti ladri, lo ha deciso il popolo». Successivamente, come ha potuto constatare l'Ansa, sono intervenuti giovani, parte dei quali incappucciati, con bastoni e pietre e gli agenti hanno reagito con cariche e nuovi lacrimogeni per disperderli. La montante rabbia dei dimostranti e la reazione più energica del solito da parte della polizia, sembra marcare un inasprimento della situazione, mentre il Parlamento si appresta a varare una riforma delle pensioni che rappresenta l'ultimo tocco, forse, di un piano di austerità che comincia a farsi sentire proprio alla vigilia di vacanze che si annunciano difficili. E ciò mentre la polizia è in stato di tensione e allarme dopo l'attentato dei giorni scorsi al dicastero dell'Interno che ha provocato la morte del principale collaboratore del ministro Michalis Chrisochoidis, e che si teme faccia parte di una trama internazionale di appoggio all'insurrezionalismo anarchico greco. Non a caso, forse, gli scontri davanti al Parlamento sono stati preceduti da un inusuale e ampio spiegamento delle forze dell'ordine stamane al porto del Pireo per impedire ad alcune decine di sindacalisti comunisti di bloccare la partenza dei traghetti, come avvenuto la settimana scorsa. Gli incidenti odierni sono giunti al termine di due grandi manifestazioni con la partecipazione di 15-20.000 persone. La prima convocata dalle Federazioni del pubblico impiego, Adedy, e del settore privato Gsee, e l'altra dal sindacato comunista Pame. Manifestazioni nel quadro di uno sciopero generale di 24 ore, il quinto dall'inizio della crisi, contro la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro che deve essere votato dal Parlamento e che ha di nuovo semiparalizzato il paese. Fermi infatti i trasporti ferroviari e parzialmente quelli urbani, oltre ai collegamenti aerei interni. Il traffico internazionale e charter non è stato colpito perchè i controllori di volo non hanno aderito alla protesta. I traghetti hanno per gran parte funzionato malgrado azioni di disturbo dei sindacalisti comunisti. Chiusi ospedali (salvo emergenze), scuole, banche, uffici postali, dogane, studi professionali e parte del commercio. La Borsa ha chiuso al ribasso per la sesta sessione consecutiva, con l'Indice Generale a -0,88%

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