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Ateneo fiorentino: nuova riforma

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Nella Foto il Professore Sandro Rogari

ph. sg/DEApress 

 
 
Gli effetti della riforma ”tre più due” hanno le ore contate. L’ateneo fiorentino dovrà rivedere l’impostazione dell’offerta formativa per non vedere sopprimere molti dei suoi corsi di laurea. A tal proposito, a San Marco gli uffici sono già pronti a rispondere al Ministro dell’Università Fabio Mussi, il quale continua con le sue regole a cambiare la vita di molte facoltà. Venerdì è stato firmato il decreto ministeriale, attuativo delle linee guida di luglio, stabilisce criteri ai quali tutti i corsi di laurea si devono adattare, fornendo innanzitutto il numero adeguato di professori per l’attivazione di un ciclo di studi. Altro requisito al quale l’ateneo non potrà sottrarsi è quello “qualitativo”, oppure l’entità della presenza di docenti e ricercatori di ruolo nelle varie aree disciplinari. Il Professor Sandro Rogari, Prorettore alla Didattica dell’Università di Firenze, spiega che è già al lavoro per arrivare alla realizzazione di questo progetto entro il 2008/2009. Le previsioni fornite da uno studio del Sole 24 Ore sullo stato attuale delle università italiane alla luce delle richieste del Ministro infatti, mostra molte difficoltà anche in città. In sostanza se le nuove regole introdotte da Mussi entrassero in vigore da oggi a Firenze sette facoltà incontrerebbero dei problemi. Ad Economia sarebbero richiesti 220 docenti, mentre ce ne sono, secondo l’anagrafe del Ministero del 2006/2007, solo 158, il che vuol dire 28% in meno.
Alle facoltà di:
-Farmacia sono presenti 82 professori, richiesti 96,
-Ingegneria presenti 216 richiesti 276,
-Lettere e Filosofia presenti 315 richiesti 352 e cosi via.
Le altre Facoltà che si troveranno in difficoltà sono: Scienze della Formazione e Psicologia, in ogni modo se ci sono le facoltà che hanno professori in meno ci sono anche quelle dove i professori eccedono.
Sempre secondo questo recente studio sono in più i docenti delle facoltà di: Architettura, Giurisprudenza e Scienze Matematiche e Naturali; ma mai come nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove i professori sono 104 in più. Una domanda sorge spontanea: ma questi professori che fino ad ora hanno avuto una parte importante all’interno delle facoltà veramente non servono più? Concordiamo con Mussi ma siamo sicuri che la didattica dell’università non cambierà se leviamo questi professori? Per ora possiamo solo aspettare. Per chiarirci un minimo le idee e rassicurarci, Il Prorettore Rogari spiega a noi studenti che l’università di Firenze sta lavorando da tempo, per costruire una riforma nella riforma. ”Pratichiamo accoppiamenti sia nel primo che nel secondo livello di studi per due ragioni: in primo luogo accorpando concentriamo la docenza strutturata, e in secondo luogo andiamo verso una minor ansia della scelta dello studente.” Ci informano che verranno ridotti non solo i numeri di corsi ma anche le docenze esterne.
L' affermazione del Prorettore si riferisce in particolar modo a quello che accadrà, stiamo andando per l’ennesima volta verso un nuovo cambiamento. Anche questa volta le idee chiare su ciò che comporteranno questi cambiamenti non le abbiamo, almeno noi studenti. A tal proposito faremo un sondaggio conoscitivo sulle problematiche tra i nostri colleghi studenti.

 

 Rezarta Selam Eminaj - DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 31 Ottobre 2007 15:42 )  

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