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Il Papa cambia programma

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Dopo giorni di polemiche, il Papa ha deciso: meglio «soprassedere all'evento». Niente più visita all'Università La Sapienza: «Il Santo Padre - dicono dal Vaticano - invierà, tuttavia, il previsto intervento». Insomma, sul dibattito sulla pena di morte - tema della lectio magistralis in programma - la voce cattolica ci sarà, ma è meglio non farsi vedere. Gli studenti, che martedì mattina avevano occupato il rettorato dell'Università, avevano ottenuto il permesso di manifestare: «Ci disporremo sotto la facoltà di Lettere, a ridosso della zona in cui passerà il Papa», minacciavano. Ora cantano vittoria fuori dall'Università. E non rinunciano alla protesta: «Non rinunciamo alla manifestazione di giovedì - hanno detto - perchè le nostre ragioni esulano dalla visita del Papa». Tantissime, naturalmente, le reazioni. Il rettore della Sapienza Renato Guarini, che pure aveva mediato con gli studenti per dare loro uno spazio per manifestare, ha detto di rispettare la decisione della Santa Sede «anche se con rammarico: l'incontro con il Papa poteva rappresentare un momento importante di riflessione per credenti e non credenti su problemi etici e civili, quale l'impegno per l'abolizione della pena di morte, che sono la linfa vitale del nostro lavoro didattico e di ricerca». E ha parlato di «cattivi maestri» in relazione alle responsabilità iniziali della contestazione. Attacca direttamente il Rettore il professor Asor Rosa, anche lui ordinario a La Sapienza: «Esprimo soddisfazione per questa conclusione della vicenda che mi sembra la più saggia. Sicuramente – ah detto Asor Rosa – il pontefice dimostra di essere più saggio di certi sommi anfitrioni romani che lo avevano invitato e questo eviterà spaccature».
 
Rossana Magli - DEApress 

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