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AFRO: da "Galleria della Cometa" al dopoguerra

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Roma - Verrà inaugurata sabato 1 marzo la mostra intitolata Afro dagli anni della “Galleria della cometa” al dopoguerra che vuole indagare su un capitolo poco noto della vicenda artistica di Afro.

La mostra sarà in esposizione dal 3 marzo al 18 aprile a Roma ed è stata curata da Giuseppe Appella e Francesca Antonacci.

 

 In esposizione vi sono una serie di 16 dipinti, di cui 3 inediti, che portano lo spettatore in un viaggio nel tempo tra gli anni Trenta fino al 1947. Afro nel 1935, quando questo viaggio ha inizio è un ragazzo poco più che ventenne appena trasferitosi nella città eterna, eppure il su talento viene subito compreso in quel gruppo di giovani artisti tra i quali spicca Corrado Cagli.

 

 Il 1935 è anche l’anno in cui lo stesso Cagli viene invitato a far parte dell’avventura della Galleria d’arte Galleria della Cometa inaugurata dalla straordinaria contessa Mimì Pecci Blunt e che sarebbe stata l’unica galleria italiana dell’epoca ad aprire una propria succursale a New York.

 

 Afro si trova a beneficiare di quella atmosfera di creatività internazionale che l’ambiente della galleria portava con se. E in quel periodo i suoi dipinti risentono dell’influsso di Cagli, ma anche Cavalli e Capogrossi di cui Afro interpreta il tonalismo con la libertà cromatica che caratterizza il mondo veneto delle sue origini. Quando, nel 1938, il clima antisemita porta all’esaurimento della Cometa Afro reagisce, nei suoi dipinti con una fase che verte a una pittura evocativa e più interiore, cui fa seguito dal 1943 in poi una ricerca di sintesi lineare e coloristica in linea con l’interesse dell’artistica per il cubismo e il post cubismo.

 

La mostra termina con i dipinti del 1947 lasciando presagire la svolta verso l’astrattismo.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 04 Marzo 2008 14:05 )  

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