I relatori del decreto sicurezza attualmente in discussione hanno presentato un emendamento che includerebbe tra i “soggetti pericolosi”per la sicurezza e la moralità pubblica anche le prostitute, oltre a vagabondi, oziosi, a chi pratica traffici illeciti, ai delinquenti abituali, agli sfruttatori di prostitute e minori e agli spacciatori. I così individuati “soggetti pericolosi” rischiano una diffida dal questore, se sorpresi a delinquere fuori dal luogo di residenza e, se trovati nuovamente a delinquere,un foglio di via che imporrà loro un allontanamento fino ad un massimo di tre anni. I recidivi rischiano il carcere fino a sei mesi.
Per il ministro dell’interno, rtoberto maroni, l’UE avrebbe avallato la proposta Italiana di introdurre nel codice penale il reato di immigrazione clandestina. La direttiva dell’UE prevede la possibilità di detenere il clandestino fino ad un massimo di 18 mesi presso appositi centri, qualora sussistesse il pericolo di fuga, di non collaborazione e nel caso non venissero forniti i documenti alle forze dell’ordine. Hanno ostentato numerose perplessità socialisti, sinistra e verdi che insieme ai vescovi della Comece hanno animato il dibattito in seno al Parlamento Europeo. I dubbi sollevati dalla chiesa riguardano in particolare la detenzione amministrativa e il divieto di riammissione in circostanze particolari; punti, questi, sui quali la chiesa chiede maggiore indulgenza. La Conferenza degli episcopati della Comunità Ue chiede inoltre che sia istituito un periodo minimo di trenta giorni durante il quale l’immigrato abbia la possibilità di rimpatriare volontariamente. Deciderà in proposito L’Europarlamento durante la seduta plenaria del 18 giugno.
Per il ministro dell’interno, rtoberto maroni, l’UE avrebbe avallato la proposta Italiana di introdurre nel codice penale il reato di immigrazione clandestina. La direttiva dell’UE prevede la possibilità di detenere il clandestino fino ad un massimo di 18 mesi presso appositi centri, qualora sussistesse il pericolo di fuga, di non collaborazione e nel caso non venissero forniti i documenti alle forze dell’ordine. Hanno ostentato numerose perplessità socialisti, sinistra e verdi che insieme ai vescovi della Comece hanno animato il dibattito in seno al Parlamento Europeo. I dubbi sollevati dalla chiesa riguardano in particolare la detenzione amministrativa e il divieto di riammissione in circostanze particolari; punti, questi, sui quali la chiesa chiede maggiore indulgenza. La Conferenza degli episcopati della Comunità Ue chiede inoltre che sia istituito un periodo minimo di trenta giorni durante il quale l’immigrato abbia la possibilità di rimpatriare volontariamente. Deciderà in proposito L’Europarlamento durante la seduta plenaria del 18 giugno.
Matteo Staglianò - DEApress
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