Riceviamo e pubblichiamo:
*Information Safety and Freedom*
newsletter n. 513, anno 6°, gennaio 2012
*Romania: giornalisti attaccati e picchiati durante proteste, pestati sia
dalla polizia sia dai manifestanti *
21 gennaio - La rappresentante per la libertà di stampa dell’Organizzazione
per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) Dunja Mihatovic ha
condannato oggi i recenti attacchi nei confronti di giornalisti e operatori
durante le manifestazioni degli ultimi giorni e ha chiesto al governo che
vi sia un’approfondita inchiesta. Diversi giornalisti sono stati aggrediti
durante le manifestazioni. “Sono particolarmente preoccupata per il fatto
che la polizia abbia ripetutamente attaccato giornalisti, tra i quali
Cristian Zarescu di Romania tv e Lucian Negrea del sito d’informazione DC
News”, ha detto Mijatovic. La rappresentante ha denunciato anche attacchi
da parte dei dimostranti, come il caso della troupe di Antena 3 formata da
Adrian Anghel, Alexandru Capraru e Petre Nichita. Ancora, manifestanti
hanno preso a sassate un’auto della tv pubblica romena TVR. “I giornalisti
- ha affermato Mihatovic - devono essere liberi di raccontare gli eventi
pubblici, comprese proteste e manifestazioni. Il compito della polizia è
proteggerli, non aggredirli. Io chiedo alle autorità romene di indagare su
questi attacchi e garantire che i colpevoli siano portati di fronte alla
giustizia”. (fonte: TMNews)
*Bielorussia: paura della Web*
21 gennaio - Sorveglianza totale sulla società, sui media e ovviamente su
Internet. È questo il sogno di Alexander Lukashenko, presidente dell'ultima
dittatura d'Europa, che da qualche giorno é ancora di più sotto il suo
controllo. La nuova legge sull’utilizzo della Rete in Bielorussia va
proprio in questa direzione, obbligando tutte le aziende e gli imprenditori
che operano nel Paese a usare domini bielorussi e non esteri. Sia che si
tratti di servizi, effettuare vendite o anche solo scambiare messaggi
e-mail. Ufficialmente è un provvedimento per combattere l'evasione fiscale
e obbligare anche i gruppi stranieri a pagare le tasse in Bielorussia. Come
comunicato dal governo di Minsk si vogliono sviluppare condizioni
favorevoli per le entità economiche in Bielorussia, al fine di rendere
trasparenti le transazioni on line e di tutelare gli utenti bielorussi da
contenuti di natura illecita. Il riferimento è a siti pornografici o
violenti. In realtà alcuni esperti temono che si tratti dell'ennesimo giro
di vite contro la libertà di stampa e sotto la scure della legge potrebbero
cadere i siti di informazione antiregime che hanno sede all'estero. Nei
punti Internet pubblici inoltre gli utenti dovranno essere registrati e
sono previste multe sino a un centinaio di euro per i provider e i gestori
considerati responsabili di eventuali violazioni, che lasceranno cioè
connettere i loro clienti a siti esteri. Non è però ancor ben chiaro quali
saranno davvero le conseguenze pratiche della nuova legge per i social
network come Facebook e Twitter. Lukashenko teme la protesta che corre su
Internet, preoccupato dal ruolo che la Rete ha avuto nella primavera araba.
E visto che anche nella vicina Russia l’opposizione contro Putin utilizza
come punto di ritrovo preferito proprio il Web, creando qualche
preoccupazione quando è scesa in massa per le strade di Mosca, è forse
meglio cercare di mettersi al riparo. Anche se forse è già troppo tardi.
Alla versione russa di Facebook, V Kontakte, sono iscritte circa 2 milioni
di persone, un quinto della popolazione bielorussa, e secondo gli analisti
vietare totalmente l'utilizzo di questi siti sarebbe controproducente e
scatenerebbe l'ira anche di chi non si interessa di politica. Se cioè si
arrivasse davvero a Minsk a dare un taglio netto al Web, allora per
Lukashenko i guai potrebbero aumentare. Per Evgeny Morozov, il guru
bielorusso diventato famoso in tutto il mondo per il suo libro The Net
Delusion - The Dark Side of Internet Freedom, il vero problema sta invece
altrove. Nel fatto cioè che i sistemi autocratici si servono di tecnologie
occidentali per controllare il Web, senza contare che il ruolo dei social
network nelle rivoluzioni è ampiamente sopravvalutato.
21 gennaio - *Marocco: censurato “Le Nouvel Observateur” per aver
pubblicato una raffigurazione di
Maometto*<http://www.levanteonline.net/index.php/esteri/mondo/5874-di-enza-cinzia-marseglia-.html>
21 gennaio - *Russia: giornalista di opposizione accoltellato a
Mosca*<http://rsfitalia.org/2012/01/13/russia-tajikistan-giornalista-di-opposizione-accoltellato-a-mosca/>
*Pakistan: ucciso giornalista mentre pregava in moschea*
19 gennaio - Un giornalista pakistano che collaborava con la radio Usa
'Voice of America', Mukarram Khan Atif, è stato assassinato con tre colpi
di pistola mentre pregava in una moschea di Shabqadar, nei pressi della
città di Peshawar, nel Pakistan settentrionale. Secondo una fonte della
polizia locale, citata dal quotidiano 'The Express Tribune', a sparare
sarebbe stato un uomo non ancora identificato e nell'incidente sarebbe
rimasto ferito anche l'imam della moschea, Nasruminallah. Il giornalista
ucciso aveva 43 anni ed era da poco tornato con la famiglia a Shabqadar,
nel distretto di Charsadda, dopo essersi allontanato per alcuni mesi a
causa delle continue minacce da parte di militanti delle tribu' locali.
Mukarram Khan Atif lavorava per l'emittente 'Dunya' e il servizio in lingua
pashtun di 'Voice of America'.
*L'Unione Europea bacchetta l'Ungheria *
19 gennaio - In difesa del pluralismo dei media. Neelie Kroes, commissaria
europea per l'agenda digitale, ha scritto una lettera a Tibor Navracsics,
l'ungherese vice capo del governo nonché ministro per la Pubblica
amministrazione e la giustizia. La Kroes ricorda al politico la necessità
che la libertà di stampa e dei media venga rispettata. "Il rispetto della
libertà dei media e del loro pluralismo non riguarda solo l'applicazione
tecnicamente corretta della legislazione Ue e nazionale – spiega la
commissaria – ma anche, e in modo più importante, l'attuazione e la
promozione nella pratica di questi principi fondamentali". Nello specifico,
nella lettera la Kroes manifesta le sue preoccupazioni nate dalla decisione
del governo di non rinnovare diverse licenze di stazioni radiofoniche.
Chiaramente è ambito nazionale stabilire il numero delle autorizzazioni
relative ai network di comunicazioni elettroniche, ma il procedimento deve
comunque avvenire in base a procedure aperte, trasparenti e non
discriminatorie. Queste condizioni sono fondamentali e, qualora non siano
rispettate, l'Unione può intraprendere un'azione legale contro il paese.
L'Ungheria torna così nel mirino dell'Ue e della Kroes, che già a fine 2010
si era trovata a scrivere una lettera al governo magiaro, in difesa della
libertà di stampa e contro la legge bavaglio che sarebbe entrata in vigore
il primo gennaio del 2011. Le parole della commissaria non ebbero alcun
riscontro iniziale, ma, poi, sotto pressione dell'Unione, il governo decise
di modificare la norma. (fonte: Informa)
*Information Safety and Freedom*
analisi, documenti e notizie sullo stato di salute della libertà di stampa
nel mondo
web site: http://isfreedom.eu
in collaborazione con *Ordine dei Giornalisti della Toscana *e *Associazione
Stampa Toscana*
newsletter n. 513, anno 6°, gennaio 2012
*Romania: giornalisti attaccati e picchiati durante proteste, pestati sia
dalla polizia sia dai manifestanti *
21 gennaio - La rappresentante per la libertà di stampa dell’Organizzazione
per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) Dunja Mihatovic ha
condannato oggi i recenti attacchi nei confronti di giornalisti e operatori
durante le manifestazioni degli ultimi giorni e ha chiesto al governo che
vi sia un’approfondita inchiesta. Diversi giornalisti sono stati aggrediti
durante le manifestazioni. “Sono particolarmente preoccupata per il fatto
che la polizia abbia ripetutamente attaccato giornalisti, tra i quali
Cristian Zarescu di Romania tv e Lucian Negrea del sito d’informazione DC
News”, ha detto Mijatovic. La rappresentante ha denunciato anche attacchi
da parte dei dimostranti, come il caso della troupe di Antena 3 formata da
Adrian Anghel, Alexandru Capraru e Petre Nichita. Ancora, manifestanti
hanno preso a sassate un’auto della tv pubblica romena TVR. “I giornalisti
- ha affermato Mihatovic - devono essere liberi di raccontare gli eventi
pubblici, comprese proteste e manifestazioni. Il compito della polizia è
proteggerli, non aggredirli. Io chiedo alle autorità romene di indagare su
questi attacchi e garantire che i colpevoli siano portati di fronte alla
giustizia”. (fonte: TMNews)
*Bielorussia: paura della Web*
21 gennaio - Sorveglianza totale sulla società, sui media e ovviamente su
Internet. È questo il sogno di Alexander Lukashenko, presidente dell'ultima
dittatura d'Europa, che da qualche giorno é ancora di più sotto il suo
controllo. La nuova legge sull’utilizzo della Rete in Bielorussia va
proprio in questa direzione, obbligando tutte le aziende e gli imprenditori
che operano nel Paese a usare domini bielorussi e non esteri. Sia che si
tratti di servizi, effettuare vendite o anche solo scambiare messaggi
e-mail. Ufficialmente è un provvedimento per combattere l'evasione fiscale
e obbligare anche i gruppi stranieri a pagare le tasse in Bielorussia. Come
comunicato dal governo di Minsk si vogliono sviluppare condizioni
favorevoli per le entità economiche in Bielorussia, al fine di rendere
trasparenti le transazioni on line e di tutelare gli utenti bielorussi da
contenuti di natura illecita. Il riferimento è a siti pornografici o
violenti. In realtà alcuni esperti temono che si tratti dell'ennesimo giro
di vite contro la libertà di stampa e sotto la scure della legge potrebbero
cadere i siti di informazione antiregime che hanno sede all'estero. Nei
punti Internet pubblici inoltre gli utenti dovranno essere registrati e
sono previste multe sino a un centinaio di euro per i provider e i gestori
considerati responsabili di eventuali violazioni, che lasceranno cioè
connettere i loro clienti a siti esteri. Non è però ancor ben chiaro quali
saranno davvero le conseguenze pratiche della nuova legge per i social
network come Facebook e Twitter. Lukashenko teme la protesta che corre su
Internet, preoccupato dal ruolo che la Rete ha avuto nella primavera araba.
E visto che anche nella vicina Russia l’opposizione contro Putin utilizza
come punto di ritrovo preferito proprio il Web, creando qualche
preoccupazione quando è scesa in massa per le strade di Mosca, è forse
meglio cercare di mettersi al riparo. Anche se forse è già troppo tardi.
Alla versione russa di Facebook, V Kontakte, sono iscritte circa 2 milioni
di persone, un quinto della popolazione bielorussa, e secondo gli analisti
vietare totalmente l'utilizzo di questi siti sarebbe controproducente e
scatenerebbe l'ira anche di chi non si interessa di politica. Se cioè si
arrivasse davvero a Minsk a dare un taglio netto al Web, allora per
Lukashenko i guai potrebbero aumentare. Per Evgeny Morozov, il guru
bielorusso diventato famoso in tutto il mondo per il suo libro The Net
Delusion - The Dark Side of Internet Freedom, il vero problema sta invece
altrove. Nel fatto cioè che i sistemi autocratici si servono di tecnologie
occidentali per controllare il Web, senza contare che il ruolo dei social
network nelle rivoluzioni è ampiamente sopravvalutato.
21 gennaio - *Marocco: censurato “Le Nouvel Observateur” per aver
pubblicato una raffigurazione di
Maometto*<http://www.levanteonline.net/index.php/esteri/mondo/5874-di-enza-cinzia-marseglia-.html>
21 gennaio - *Russia: giornalista di opposizione accoltellato a
Mosca*<http://rsfitalia.org/2012/01/13/russia-tajikistan-giornalista-di-opposizione-accoltellato-a-mosca/>
*Pakistan: ucciso giornalista mentre pregava in moschea*
19 gennaio - Un giornalista pakistano che collaborava con la radio Usa
'Voice of America', Mukarram Khan Atif, è stato assassinato con tre colpi
di pistola mentre pregava in una moschea di Shabqadar, nei pressi della
città di Peshawar, nel Pakistan settentrionale. Secondo una fonte della
polizia locale, citata dal quotidiano 'The Express Tribune', a sparare
sarebbe stato un uomo non ancora identificato e nell'incidente sarebbe
rimasto ferito anche l'imam della moschea, Nasruminallah. Il giornalista
ucciso aveva 43 anni ed era da poco tornato con la famiglia a Shabqadar,
nel distretto di Charsadda, dopo essersi allontanato per alcuni mesi a
causa delle continue minacce da parte di militanti delle tribu' locali.
Mukarram Khan Atif lavorava per l'emittente 'Dunya' e il servizio in lingua
pashtun di 'Voice of America'.
*L'Unione Europea bacchetta l'Ungheria *
19 gennaio - In difesa del pluralismo dei media. Neelie Kroes, commissaria
europea per l'agenda digitale, ha scritto una lettera a Tibor Navracsics,
l'ungherese vice capo del governo nonché ministro per la Pubblica
amministrazione e la giustizia. La Kroes ricorda al politico la necessità
che la libertà di stampa e dei media venga rispettata. "Il rispetto della
libertà dei media e del loro pluralismo non riguarda solo l'applicazione
tecnicamente corretta della legislazione Ue e nazionale – spiega la
commissaria – ma anche, e in modo più importante, l'attuazione e la
promozione nella pratica di questi principi fondamentali". Nello specifico,
nella lettera la Kroes manifesta le sue preoccupazioni nate dalla decisione
del governo di non rinnovare diverse licenze di stazioni radiofoniche.
Chiaramente è ambito nazionale stabilire il numero delle autorizzazioni
relative ai network di comunicazioni elettroniche, ma il procedimento deve
comunque avvenire in base a procedure aperte, trasparenti e non
discriminatorie. Queste condizioni sono fondamentali e, qualora non siano
rispettate, l'Unione può intraprendere un'azione legale contro il paese.
L'Ungheria torna così nel mirino dell'Ue e della Kroes, che già a fine 2010
si era trovata a scrivere una lettera al governo magiaro, in difesa della
libertà di stampa e contro la legge bavaglio che sarebbe entrata in vigore
il primo gennaio del 2011. Le parole della commissaria non ebbero alcun
riscontro iniziale, ma, poi, sotto pressione dell'Unione, il governo decise
di modificare la norma. (fonte: Informa)
*Information Safety and Freedom*
analisi, documenti e notizie sullo stato di salute della libertà di stampa
nel mondo
web site: http://isfreedom.eu
in collaborazione con *Ordine dei Giornalisti della Toscana *e *Associazione
Stampa Toscana*
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