
Nel mondo islamico la condizione della donna si aggrava di giorno in giorno, una delle tante prove è la preoccupante diffusione del burka anche in un paese, come l'Egitto, considerato da sempre il più laico dei paesi arabi.
Siamo arrivati al punto di vedere una educatrice cinquantaquattrenne di Liverpool doversi difendere, in Sudan, dall'accusa di aver insultato il profeta Maometto per averne attribuito il nome ad un orsacchiotto con cui giocavano i bambini della sua scuola.
Gillian Gibbons avrebbe voluto chiamare l'orsetto Faris, ma ha scelto di rispettare la scelta dei bambini, quasi tutti musulmani, che avevano indicato quel nome.
Ma da domenica, a seguito di una denuncia di alcuni genitori dei bambini, è in prigione in attesa di giudizio e rischia una condanna fino a sei mesi di carcere e 40 frustate, nonché una salata multa pecuniaria.
Dalla finestra della lurida cella in cui è rinchiusa, come scrive Michele Farina sul Corriere della Sera, la maestra non riesce a vedere il procedere dei lavori nel cantiere, allestito dalla Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, per la realizzazione del più lussuoso hotel cittadino a Karthoum, nella capitale del governo genocida sudanese responsabile delle stragi nel Darfur.
La città di Firenze intende inviare un messaggio di solidarietà alla signora Gillian a nome del Consiglio Comunale di Firenze e da parte del Sindaco a nome di tutti i cittadini.
Nicoletta Consumi - DEApress
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