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Warschawski a Fiirenze

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Iniziativa alla Sala EstOvest di Firenze 6 marzo 2008 - Qui di seguito riportiamo uno scritto di Michael Warschawski - Alternative Information Center (AIC) martedì 4 marzo 2008

I macellai Olmert e Barak e la Responsabilità Internazionale

Più di 100 cittadini di Gaza sono stati massacrati dal fuoco d'artiglieria e dai bombardamenti israeliani negli ultimi giorni e l'elenco si allunga di ora in o ra. In confronto alla squadra assassina Olmert-Barak, Ariel Sharon sembra un allievo del Mahtma Gandhi. Il massacro di Jenin che ha provocato una vasta aggressione contro Gaza. Nonostante ciò, la reazione della comunità internazionale è signficativamente più morbida di quanto è stata sei anni fa.

Perché?

Questa domanda dovrebbe occupare il centro della riflessione del movimento di solidarietà internazionale e qpiù in generale del movimento di resistenza palestinese.
I crimini di guerra israeliana sono possibili solo perché negli ultimi sei /sette anni, la comunità internazionale ha smesso di fare qualsiasi pressione sul governo israeliano; di fatto lo  sta sostenendo. Non è sempre stato così, almeno per la maggior parte degli stati europei, che si opponevano alla strategia di stabilità invece delle politica del caos globale di Bush e della sua banda.
L'insorgenza del neo-conservatorismo europeo (il presidente francese Nicolas Sarkozy è un esempio di questo fenomeno) costituisce una nuova sfida per il movimento di solidarietà internazionale e più in generale per il movimento anti-globalizzazione in tutto il mondo: la strategia della guerra-globale non è più monopolio dell'amministrazione americana (sostenuta da pochi altri paesi come la Gran Bretagna) ma è la strategia della "comunità internazionale" in quanto tale.
Di sicuro questo è un cambiamento di cui la Resistenza Globale dovrebbe tenere conto molto seriamente: è in atto una Guerra condiale e adesso ognuno ne è parte. Oltre e contro una "comunità internazionale" alimentata con la guerra globale di Washington, un movimento internazionale unito contro la guerra sta diventando una bruciante priorità.
Cosa ha a che fare tutto questo con Gaza? Perché oggi Gaza è l'avanposto della resistenza contro quell'offensiva. Se Gaza si arrende, Washington e Telaviiv si sentiranno liberi di lanciare un secondo attacco al Libano e di attaccare l'Irana. Sanno bene che Gaza, Libano, Siria, Iraq e Afghanistan sono battaglie diverse di un'unica guerra, e stanno concentrando le loro forze per arrivare alla resa di Gaza, del suo popolo e della sua dirigenza che esso ha eletto. Questa consapevolezza dovrebbe penetrare combattendo non solo per i loro diritti e la loro dignità, ma per la libertà di tu tti i popoli del mondo; stanno resistendo ai leader dell'impero uniti, al loro tentativo di frasformare i popoli del pianeta in loro schiavi, compresi i lavoratori delle metropoli industrializzate.
Nessuno nel nostro campo, il campo della resistenza mondiale all'impero, ha diritto di sottrarsi al dovere della solidarietà totale con la Resistenza di Gaza, con il pretesto che non gli piace la leadership che il popolo palestinese si è scelto. Lo stesso dovrebbe essere detto del popolo iraniano.

Al centro della campagna di solidarietà  con Gaza, si dovrebbe chiedere il blocco da imporre a Israele finchè non viene tolto il blocco su Gaza. Il boicottaggio economico, politico e culturale di uno stato che ha posto se stesso, attraverso i crimini di guerra commessi, fuori del mondo civile: fino a che gli attacchi sanguinari su Gaza non cesseranno e l'assedio non verrà tolto è compito delle persone per bene dire forte e chiaro:NO a qualsiasi relazione con lo stato ciminale di Israele!  

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 08 Marzo 2008 11:24 )  

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