Riceviamo e pubblichiamo
SPECIALE CONTROINFORMAZIONE ILVA LA FABBRICA DEI VELENI . ORBETELLO INSUFFICIENZA RENALE E TUMORI IN ECCESSO: L'ALLARME EX SITOCO - A CALA VIOLINA - IL PERICOLO ARRIVA DA PIOMBINO
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=26378#26378
Certi che la inquietante vicenda dell'Ilva rappresenti un grave attacco alla democrazia e imponga una attenta riflessione soprattutto al movimento operaio,
con questo speciale "contro informazione" vogliamo costantemente aggiornarvi sull'evolversi della situazione proponendovi la cronaca i commenti e le prese
di posizione . Tutti devono sapere!!!
Inviateci materiali, documenti, audio video e tutto quanto fa la "controinformazione", aiutateci a capire.....
MAIL A40
FORUM CITTADINI DEL MONDO R.AMARUGI
Dipartimento diritti e immigrazione della Federazione PRC di Grosseto
- viale Europa, 65 - 58100 Grosseto
- coordinatori: Alessio e Maurizio Buzzani
- tel 3382904087 ? fax 0564/25164 - mail : forumcittadinimondo@libero.it
- Seguici su face book Forum 1?(superate 5000 amicizie)
- Seguici su face book Forum 2"
- Il Forum promuove il Progetto ?Una rete di diritti?- Aderisci anche tu.
- Scheda curata e allestita da Maurizio Buzzani Coordinatore Direttivo Forum Cittadini Mondo
IL DOCUMENTO
SENTIERI - STUDIO EPIDEMIOLOGICO NAZIONALE DEI TERRITORI E DEGLI INSEDIAMENTI
ESPOSTI A RISCHIO DA INQUINAMENTO:
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=26458#26458
SPECIALE FORUM CONTROINFORMAZIONE: ILVA DI TARANTO LA FABBRICA DEI VELENI
Insufficienza renale e tumori in eccesso: l?allarme ex Sitoco
Dati dell?Istituto superiore della Sanità: secondo gli esperti può avere influito l'inquinamento causato dalla fabbrica ORBETELLO. «La mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie genitourinarie è risultata in eccesso negli uomini. Un eccesso impreciso per le malattie genitourinarie è presente anche nelle donne». Così uno studio dell'Istituto superiore della Sanità, condotto in aree a rischio ambientale. Solo che non sta parlando di Taranto, nelle vicinanze dell'Ilva. Ma di Orbetello, in Maremma, dove gli indicatori salgono sopra la media rispetto dal resto della Toscana quando parliamo di determinate patologie.
Tutto collegato (presume il documento) ai passati sversamenti degli scarti di lavorazione di fertilizzanti nella laguna. Certo, rispetto al quadro nazionale,
la situazione nel comune lagunare non è drammatica. E «le cause di morte studiate, con rare eccezioni, riconoscono una molteplicità di fattori causali,
peraltro non tutti noti», come dice Enrico Garagi, presidente dell'Istituto. Ma il dato c'è. Lo studio in questione si chiama "Sentieri" (acronimo di Studio
epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento), coordinato dall'Istituto superiore di Sanità nell'ambito del
programma "Ambiente e Salute" promosso dal ministero . È durato cinque anni ed ha analizzato il rischio per la salute della popolazione residente in 44 siti
contaminati per i quali sono state avviate, in alcuni casi concluse e, comunque previste, le bonifiche ambientali.
«Lo studio conferma i risultati di alcune precedenti indagini - ha detto Garaci - mostrando che lo stato di salute delle popolazioni residenti nei siti
esaminati appare risentire di effetti avversi più marcati rispetto alle regioni di appartenenza». E tra i 44 siti, spunta quello di Orbetello, l'unico del
Grossetano. «Le contaminazioni ambientali della laguna sono in gran parte dovute agli sversamenti dei residui di lavorazione della produzione di
fertilizzanti dell?industria ex Sitoco», che «si trova sulla sponda di levante della laguna».
Lo studio parla di un?area con «diverse criticità ambientali», dove i suoli sono «contaminati da alluminio, arsenico, cadmio, ferro, manganese, mercurio,
piombo e rame». Elementi che Sentieri lega ad esempio al tumore polmonare, «dove si documenta un eccesso della mortalità in entrambi i generi», (maschi e
femmine). «Ma sarebbe fuorviante e scientificamente poco valido affermare che ogni incremento della mortalità osservato possa essere attribuito all'inquinamento in uno specifico sito. - ha spiegato Garaci - Per questa ragione, gli elementi emersi hanno condotto i ricercatori a formulare raccomandazioni per ulteriori studi».
Continua lettura articolo d'interesse.
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=26457#26457
SPECIALE FORUM CONTROINFORMAZIONE: ILVA DI TARANTO LA FABBRICA DEI VELENI
A Cala Violina il pericolo arriva da Piombino
Ma lo studio "Sentieri" fornisce anche un altro dato che riguarda la Maremma.
Qui non ci sono Sin, eppure stupisce, perché viene registrato in un luogo ritenuto incontaminato. Siamo a Cala Violina,...
Ma lo studio "Sentieri" fornisce anche un altro dato che riguarda la Maremma.
Qui non ci sono Sin, eppure stupisce, perché viene registrato in un luogo ritenuto incontaminato. Siamo a Cala Violina, gemma della costa scarlinese,
dove i boschi di lecci presentano «un inquinamento da manganese, cromo e nichel probabilmente originario dall'industria siderurgica di Piombino». Già altri
studi infatti avevano dimostrato come i fumi della Lucchini venissero trasportati dal vento sopra Pian d'Alma, a ridosso di Cala Violina. «Uno studio
di biomonitoraggio - si legga in "Sentieri" - ha analizzato il biosaccumulo di metalli pesanti nei licheni, utilizzati come sentinelle negli ecosistemi
forestali». E a Cala Violina queste sentinelle hanno appena suonato l'allarme: nell'aria ci sono metalli pesanti. Continua lettura articolo d'interesse:
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=26459#26459
PRECEDENTI STUDI
tratto da: sentieri - studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento
Un'analisi del rischio ambientale per l'area di Piombino effettuata da ARPAT (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) ha evidenziato
elevati livelli di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), alte concentrazioni di benzene e benzo(a)pirene con una media giornaliera di 17 µg/m3, accumuli di
residui di lavorazioni in attuali situazioni di rischio, falda artificiale contaminata. 1 Uno studio di biomonitoraggio ambientale di Loppi et al.2 effettuato nel centro Italia e comprendente anche una zona boschiva situata nelle vicinanze del comune di Piombino ha analizzato il bioaccumulo di metalli pesanti nei licheni epifiti utilizzati come sentinelle dell'inquinamento da metalli negli ecosistemi forestali. Tale studio ha evidenziato nei boschi di lecci di Cala Violina (Follonica) un inquinamento da manganese, cromo e nichel probabilmente originato dall'industria siderurgica di Piombino.
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=26378#26378
Certi che la inquietante vicenda dell'Ilva rappresenti un grave attacco alla democrazia e imponga una attenta riflessione soprattutto al movimento operaio,
con questo speciale "contro informazione" vogliamo costantemente aggiornarvi sull'evolversi della situazione proponendovi la cronaca i commenti e le prese
di posizione . Tutti devono sapere!!!
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IL DOCUMENTO
SENTIERI - STUDIO EPIDEMIOLOGICO NAZIONALE DEI TERRITORI E DEGLI INSEDIAMENTI
ESPOSTI A RISCHIO DA INQUINAMENTO:
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Insufficienza renale e tumori in eccesso: l?allarme ex Sitoco
Dati dell?Istituto superiore della Sanità: secondo gli esperti può avere influito l'inquinamento causato dalla fabbrica ORBETELLO. «La mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie genitourinarie è risultata in eccesso negli uomini. Un eccesso impreciso per le malattie genitourinarie è presente anche nelle donne». Così uno studio dell'Istituto superiore della Sanità, condotto in aree a rischio ambientale. Solo che non sta parlando di Taranto, nelle vicinanze dell'Ilva. Ma di Orbetello, in Maremma, dove gli indicatori salgono sopra la media rispetto dal resto della Toscana quando parliamo di determinate patologie.
Tutto collegato (presume il documento) ai passati sversamenti degli scarti di lavorazione di fertilizzanti nella laguna. Certo, rispetto al quadro nazionale,
la situazione nel comune lagunare non è drammatica. E «le cause di morte studiate, con rare eccezioni, riconoscono una molteplicità di fattori causali,
peraltro non tutti noti», come dice Enrico Garagi, presidente dell'Istituto. Ma il dato c'è. Lo studio in questione si chiama "Sentieri" (acronimo di Studio
epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento), coordinato dall'Istituto superiore di Sanità nell'ambito del
programma "Ambiente e Salute" promosso dal ministero . È durato cinque anni ed ha analizzato il rischio per la salute della popolazione residente in 44 siti
contaminati per i quali sono state avviate, in alcuni casi concluse e, comunque previste, le bonifiche ambientali.
«Lo studio conferma i risultati di alcune precedenti indagini - ha detto Garaci - mostrando che lo stato di salute delle popolazioni residenti nei siti
esaminati appare risentire di effetti avversi più marcati rispetto alle regioni di appartenenza». E tra i 44 siti, spunta quello di Orbetello, l'unico del
Grossetano. «Le contaminazioni ambientali della laguna sono in gran parte dovute agli sversamenti dei residui di lavorazione della produzione di
fertilizzanti dell?industria ex Sitoco», che «si trova sulla sponda di levante della laguna».
Lo studio parla di un?area con «diverse criticità ambientali», dove i suoli sono «contaminati da alluminio, arsenico, cadmio, ferro, manganese, mercurio,
piombo e rame». Elementi che Sentieri lega ad esempio al tumore polmonare, «dove si documenta un eccesso della mortalità in entrambi i generi», (maschi e
femmine). «Ma sarebbe fuorviante e scientificamente poco valido affermare che ogni incremento della mortalità osservato possa essere attribuito all'inquinamento in uno specifico sito. - ha spiegato Garaci - Per questa ragione, gli elementi emersi hanno condotto i ricercatori a formulare raccomandazioni per ulteriori studi».
Continua lettura articolo d'interesse.
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=26457#26457
SPECIALE FORUM CONTROINFORMAZIONE: ILVA DI TARANTO LA FABBRICA DEI VELENI
A Cala Violina il pericolo arriva da Piombino
Ma lo studio "Sentieri" fornisce anche un altro dato che riguarda la Maremma.
Qui non ci sono Sin, eppure stupisce, perché viene registrato in un luogo ritenuto incontaminato. Siamo a Cala Violina,...
Ma lo studio "Sentieri" fornisce anche un altro dato che riguarda la Maremma.
Qui non ci sono Sin, eppure stupisce, perché viene registrato in un luogo ritenuto incontaminato. Siamo a Cala Violina, gemma della costa scarlinese,
dove i boschi di lecci presentano «un inquinamento da manganese, cromo e nichel probabilmente originario dall'industria siderurgica di Piombino». Già altri
studi infatti avevano dimostrato come i fumi della Lucchini venissero trasportati dal vento sopra Pian d'Alma, a ridosso di Cala Violina. «Uno studio
di biomonitoraggio - si legga in "Sentieri" - ha analizzato il biosaccumulo di metalli pesanti nei licheni, utilizzati come sentinelle negli ecosistemi
forestali». E a Cala Violina queste sentinelle hanno appena suonato l'allarme: nell'aria ci sono metalli pesanti. Continua lettura articolo d'interesse:
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=26459#26459
PRECEDENTI STUDI
tratto da: sentieri - studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento
Un'analisi del rischio ambientale per l'area di Piombino effettuata da ARPAT (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) ha evidenziato
elevati livelli di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), alte concentrazioni di benzene e benzo(a)pirene con una media giornaliera di 17 µg/m3, accumuli di
residui di lavorazioni in attuali situazioni di rischio, falda artificiale contaminata. 1 Uno studio di biomonitoraggio ambientale di Loppi et al.2 effettuato nel centro Italia e comprendente anche una zona boschiva situata nelle vicinanze del comune di Piombino ha analizzato il bioaccumulo di metalli pesanti nei licheni epifiti utilizzati come sentinelle dell'inquinamento da metalli negli ecosistemi forestali. Tale studio ha evidenziato nei boschi di lecci di Cala Violina (Follonica) un inquinamento da manganese, cromo e nichel probabilmente originato dall'industria siderurgica di Piombino.
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