
A partire dal 1 Dicembre alle ore 21, l’associazione socio-culturale D.E.A., Borgo Pinti 42/r Firenze, inaugurerà una serie di serate dedicate al Cineforum dal titolo “Sulle orme di Bazin” a cura di Tommaso Galli. Il film scelto per l’inaugurazione è Quarto Potere di Orson Welles, un film che ha fatto la Storia del Cinema in bianco e nero del predopoguerra, perfettamente costruito nella sceneggiatura, nella messa in scena e nell’inquadratura. Quarto potere è il primo lungometraggio diretto (e interpretato) da Orson Welles nel 1940 a soli 26 anni.
Stupisce, pensare che, nel '41 - per mano di un giovane riconosciuto già talentuoso per le esperienze teatrali e radiofoniche ma, di certo, non troppo esperto nelle cose del cinema -, sia dato alla luce un film che, ancora oggi, sembra sfiorare la perfezione, anche se l'opera, va riconosciuto, passò allora sotto silenzio - a parte l'entusiasmo della critica più avveduta - e rappresentò, in tutta sostanza, un flop commerciale. Di fatto, e a maggior ragione al vaglio di ripetute visioni, Quarto potere desta ammirazione, meraviglia e quella sorta di stordimento che sempre si prova al cospetto delle opere d'arte di cui si avverte che sanno comunicare ed esprimere persino al di là dell'esprimibile. L'inquadratura un po' sghemba subito, a inizio film, focalizza un cartello, apposto al reticolato di protezione della tenuta di Xanadu, che riporta la scritta No trespassing e che si ripete, a sigillo dell'opera, alla fine esatta del film. All'inizio, la macchina da presa si alza con un dolly a superare in altezza il cartello e il reticolato, quasi a dire che si tenterà d'andare a scoprire i misteri che si celano dietro Xanadu e il suo costruttore.
Alla fine, lo stesso dolly scende di nuovo, lungo l'area del reticolato, fino a reinquadrare quell'insegna che, adesso, assume un senso prorompente, come a dire che tutto il film, allora, si è retto su una splendida illusione, quella di comprendere nel profondo la realtà individuale del personaggio Charles Foster Kane: operazione impossibile, però, e già annunciata, all'inizio, da quel segnale che diceva, appunto, No trespassing, non oltrepassare o, anche, non passare di là, perché, tanto, di là dal reticolato, non c'è modo di recuperare una verità sui fatti e sugli uomini ma, soltanto - come dice un personaggio a fine film -, l'insieme caotico di frammenti e cose che vanno a comporre un puzzle cui mancherà, però, sempre un incastro. Insomma, Quarto potere, enuncia, con il movimento della macchina da presa che infrange il divieto del No trespassing, il diritto/dovere del mezzo cinema di provare a restituire un senso, attraverso i mezzi dell'inchiesta per rinnegare alla fine, però, questo stesso postulato e dichiarare, sigillando l'opera con la ripetizione simmetrica di quel segnale iniziale, che la realtà è inconoscibile, almeno in profondità, e ciò che si può dire attiene solo la superficie, il fenomeno, ossia ciò che si può vedere senza avere l'ambizione di trespassing.
Il film si srotola con i mezzi dell'inchiesta, come una ricerca condotta da un gruppo di giornalisti al fine di cercare di effigiare con più precisione la figura di Charles Foster Kane - interpretato dallo stesso Welles -, esempio controverso di magnate della stampa, uomo politico, opinionista e titolare di un enorme impero economico, la cui recente morte, si pone, come pretesto per un ripensamento, oltre che di un periodo della Storia Americana, anche e soprattutto delle contraddizioni d'una personalità titanica perennemente al confine tra il Bene e il Male o, per meglio dire, tra l'Amore e l'Odio dei suoi concittadini.
Così, dopo il racconto altamente stilizzato e sintetico della morte di Kane, ormai solo e abbandonato a se stesso, nella sua reggia di Xanadu, ecco che, con un improvviso cambio di marcia, il film presenta News on the March, un cinedocumentario girato da alcuni giornalisti di non si sa quale testata sulla vita e la morte di Kane. Non solo il documentario proiettato, incastonato nel film quasi fosse un controcanto alla sequenza iniziale, produce una sorta di shock percettivo, con la sua incalzante voce fuori campo che commenta apparenti immagini di repertorio montate col ritmo vertiginoso del cinegiornale d'epoca, producendo uno di quei salti di stile che si riveleranno essere, poi, una costante di quel patchwork che è Quarto potere.
Buffet e dibattito inaugurazione Cineforum D.E.A.: 1 Dicembre ore 18:00 in Borgo Pinti 42/r, Firenze
Il 7 Dicembre alle ore 21:00, Cineforum D.E.A. Borgo Pinti 42/r Firenze proietterà il film "Ladri di biciclette" di De Sica mentre il 14 dicembre sarà la volta di "La regola del gioco" di Renoir.
Per informazioni: D.E.A. tel: 055 2342238 - redazione@deapress.com
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