“Le spiagge sono in buona salute. L'acqua è in buona salute. Le specie marine sono in buona salute.”
Questo il concetto espresso da Mike Utsler – capo dell'Unified Area della BP. Come se non fosse di rilievo, che non più tardi di quattro giorni fa, sulle spiagge della Florida fossero stati raccolti mucchi di catrame pesanti ben tre tonnellate e mezzo.
La BP ha subito comunicato che il petrolio in acqua non c'è più. E' solo invisibile ad occhio umano.
La scrittrice Noami Klein è tornata nel Golfo del Messico nove mesi dopo il disastro e il settimanale L'Espresso ne descrive il suo reportage.
I pesci sono in estinzione, si sono formati un cimitero di coralli e un liquido marrone che tappezza il fondale marino.
Alla metà di dicembre l'Unified Area Command - l'ente costituito dal Governo e dalla BP e incaricato di sovrintendere agli interventi per porre rimedio alla marea nera – ha pubblicato un rapporto messo a punto per chiudere la vicenda del Golfo.
Alla fine dell'anno le azioni della BP già erano in rialzo e l'azienda britannica si sentiva talmente sicura di sé da comunicare al governo che avrebbe smentito le stime ufficiali della quantità di greggio riversate nelle acque del Golfo, dichiarando che le cifre rese note erano più alte del 50% rispetto a quelle reali. Se la BP riuscirà a dimostrare che tale cifra è inferiore, potrebbe risparmiare fino a 10,5 miliardi di dollari in risarcimenti danni.
La BP si è voluta salvaguardare , regolando frettolosamente le questioni in sospeso in Tribunale con i pescatori offrendo risarcimenti in contanti in cambio della rinuncia a far causa in futuro. Se una specie importante come quella dei tonni dovesse estinguersi fra tre o perfino dieci anni, chi ha accettato queste condizioni si troverà nella posizione di non poter più ricorrere legalmente.
L'Amministrazione Obama, nel frattempo, ha appena dato il via a ben 16 nuovi progetti di estrazione del greggio nelle acque profonde del Golfo senza mettere in atto le raccomandazioni contenute nel rapporto conclusivo dell'Oil Spill Commission.
Da esperimenti fatti da alcuni scienziati dell'Università statale della Florida emergono validi motivi per allarmarsi. La Weather Bird II in agosto, aveva raccolto campioni di acqua in varie località; rientrato in laboratorio, John Paul – professore di oceanografia biologica – ha introdotto nei campioni d'acqua alcuni batteri e del fitoplancton sano e ne ha studiato la reazione. Quello che ha scoperto lo ha sconvolto: nell'acqua di circa metà dei campioni, la reazione degli organismi è stata “geno-tossica o mutogena”, il che significa che il greggio e i solventi non solo si sono rivelati velenosi per questi organismi ma hanno provocato alterazioni del loro patrimonio genetico.
Cambiamenti come questi potrebbero manifestarsi in molteplici modi: tumori e forme di cancro, impossibilità di riprodursi, una vulnerabilità che esporrebbe questi organismi alla distruzione.
Ovviamente se il pericolo è così elevato per la tossicità e la probabile estinzione di questi abitanti marini, non è detto che la pericolosità non possa essere estesa anche agli abitanti della zona, ai pescatori, agli esseri umani. Ma alla BP non interessa la salute dei pescatori, degli esseri umani. E' sufficiente risparmiare nei risarcimenti, è sufficiente risarcire subito per alleviarsi dalle responsabilità, anche penali, domani.
Questo è l'ennesimo esempio di come il grande capitale, onnivoro di potere, resti disumano nel suo malvagio predominio.
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