Il 14 Maggio Dominique Strauss-Kahn è prelevato dal FBI mentre vera seduto su un aereo del Air France con destinazione Berlino. L’accusa è quella di stupro nei confronti di una lavoratrice dell’hotel presso cui alloggiava la sera precedente. Pochi giorni dopo un’analisi del DNA conferma che ci sia stato un rapporto sessuale tra i due. DSK ha veramente stuprato quella donna o è stato vittima di un complotto internazionale ? Forse entrambe le cose poiché una non esclude l’altra. Iniziamo dalla prima. Dal momento in cui non abbiamo un filmato della scena ci basiamo su due fonti: la testimonianza di Nafissatou Diallo, la donna in questione, e le prove scientifiche. Appaiono due prove delle quali non possiamo dubitare ma, per assurdo, proviamo a metterle in discussione: la domanda a cui rispondere “ a che condizioni colui o coloro che hanno eseguito il test del Dna e la donna delle pulizie potrebbero aver mentito?” Un’ingente somma di denaro potrebbe convincere un buon numero di persone a cambiare la propria opinione. Siamo nel campo delle ipotesi e trovare delle prove per avvalorare questa tesi meriterebbe mesi se non anni di ricerche. Continuando con l’utilizzo del condizionale, arriviamo ad un’altra domanda: “ Chi avrebbe pagato qualche milione di dollari ( così per dare una cifra) e, a quale scopo ?” Dalla prima domanda siamo giunti alla seconda. Ciò non significa che (l’eventuale) episodio di stupro, o tentato tale,non abbia rilevanza; mette in luce il maschilismo presente nel mondo del potere ma, in questo articolo, ci porterebbe fuori strada. Non sarà la prima e neanche l’ultima volta che un uomo utilizza il suo potere e i suoi soldi per imporsi su una donna. Quel che è nuovo è la rilevanza mediatica che si è voluto dare a l’evento: le immagini di Dominique Strauss-Kahn ammanettato e portato via dall’aereoporto hanno fatto il giro del mondo e lì si è compiuto il processo mediatico, in attesa di quello giudiziario. A questo punto parte la ricerca del colpevole e, come in giallo, i primi sospettati sono coloro che traggono vantaggi dall’omicidio. DSK è in effetti ,mediaticamente, morto: FMI avrà bisogno di una nuova guida così come il Partito Socialista francese che aveva puntato su di lui in vista delle elezioni politiche del 2012. Tra i principali sospettati vi è, inevitabilmente, Sarkozy, l’attuale presidente che vede scomparire nel nulla il suo più temibile rivale in vista delle presidenziali del prossimo anno. Allargando lo sguardo, si trovano altri attori del mondo politico ed economico che sono possono essersi avvantaggiati da questi fatti. DSK auspicava l’adozione di una nuova divisa mondiale che avrebbe sfidato il dominio del dollaro e protetto contro le future instabilità finanziarie suggeriva l’inserimento di divise delle economie emergenti, come lo yuan, in un paniere di monete che, secondo gli amministratori del FMI, potrebbero aumentare la stabilità del sistema globale, per questo motivo era inviso a non pochi membri della finanza statunitense. Lo scontro tra una visione “conservatrice” e una “modernizzatrice” della finanza continua e la lotta per la successione è già iniziata: i paesi emergenti non sono affatto pronti a sostenere l’ennesimo rappresentante europeo. A prescindere da ciò che è successo in quella stanza l’ex direttore del FMI, senza essere un Robin Hood o un benefattore, aveva un certo numeri di nemici pronti ad approfittare dell’occasione.
Fonti Republica, Liberazione, Ansa, Comedonquisciotte
Fabio Conforto/DEApress
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