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Trafficanti di esseri umani

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Riceviamo e pubblichiamo

Sinai: Trafficanti e il lucroso commercio di esseri umani


Pochi minuti fa ho ricevuto una telefonata da una donna terrorizzata dalla continue
percosse e torture con scariche elettriche alle quali sono sottoposti lei e i suoi 53
compagni di viaggio presi in ostaggio e venduti a delle famiglie di beduini nel Sinai.
La donna racconta di essere partita dal Sudan, pagando il prezzo già pattuito di 3 mila
dollari per attraversare il confine con Israele, ma una volta arrivati a Rafah "siamo
stati venduti ad un altro gruppo di trafficanti,  ora siamo tenuti nel seminterrato di
una palazzina, vediamo le mogli dei trafficanti che istigano i mariti a picchiarci di più
finché non paghiamo 28 mila dollari a testa. Domenica scorsa è morto uno di noi: un
ragazzo giovanissimo, proveniva da un villaggio vicino alla capitale dell'Eritrea Asmara.
Morto sotto tortura con le scariche elettriche, un altro è in fin di vita". Uno degli
ostaggi, un ragazzo eritreo, gli fa eco: "Siamo in catene, ogni giorno riceviamo 30
bastonate a persona, ci bruciano con la plastica sciolta nel fuoco, perfino i bambini
vengono a picchiarci di fronte ai genitori che ridono divertiti del fatto." Si chiedono
come possibile che nessuna autorità interviene: "Siamo in pieno centro abitato, tenuti
 prigionieri nel sotterraneo delle ville dei beduini". Racconta il ragazzo: "Siamo 10
donne di cui una in cinta di 6 mesi, una madre di 6 figli che ha lasciato alle spalle, 43
maschi, quando siamo stati presi eravamo più di 200 persone, ci sono molti altri gruppi
simili al nostro qui in zona; è una zona di trafficanti che tengono centinaia di persone
in ostaggio, sicuramente saremo 500 - 600 persone, la maggioranza sono eritrei, ma ci
sono anche etiopi e un gruppo di sudanesi del Darfur."
Questa storia va avanti da tempo, noi abbiamo più volte denunciato questi crimini contro
l'umanità che si stanno consumando nel Sinai, è cambiato il regime in Egitto, ma non si
ferma il traffico, anzi la situazione attuale sembra più favorevole per predoni, che sono
i padroni assoluti nella zona di confine del Sinai con Israele. Quanti profughi devono
perdere la vita prima che il mondo dica basta a questo massacro di innocenti? Quanta
sofferenza devono patire prima che le loro grida di dolore possano trovare ascolto dalla
comunità Internazionale? Il nuovo governo egiziano deve intervenire per liberare gli
ostaggi, per questo serve tutta la pressione della comunità internazionale; in modo
particolare l'Europa si faccia carico di questo dramma.
Serve un'azione mirata per la lotta contro il traffico di esseri umani, in Eritrea,
Etiopia, Gibuti, Somalia, Sudan, Egitto, Israele, Palestina. 
Chiedo l'intervento immediato delle agenzie ONU e della Commissione Europea per spingere
tutti questi stati interessati da questo grave crimine, a lottare per porre fine al
traffico di esseri umani, alla tortura ed uccisione dei profughi. Questo traffico lede la
dignità delle persone mette in pericolo la vita di migliaia di persone, che fuggono per
cercare protezione e una vita migliore e tranquilla. Queste persone meritano tutta
l'attenzione della Comunità Internazionale e di tutte le società civili del pianeta.

 

Per ulteriori informazioni:  
Mussie Zerai - Presidente dell'Agenzia Habeshia
per la Cooperazione allo Sviluppo
Tel. +39.3384424202
E-mail: agenzia_habeshia@yahoo.it
http://habeshia.blogspot.com


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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 21 Settembre 2011 11:44 )  

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