
Mercoledì 22 febbraio, nella suggestiva Sala de’ Dugento in Palazzo vecchio, è stato presentato il nuovo libro di Corrado Augias “Il disagio della libertà”. L’incontro, organizzato dalla Libreria Edison, ha visto la partecipazione, insieme all’autore, del sindaco di Firenze Matteo Renzi.
Perché agli italiani piace avere un padrone?
E’ questa la domanda da cui prende il via l’analisi e a cui Augias tenta di rispondere ripercorrendo l’ultimo secolo di storia d’Italia:un excursus che ci mostra come, negli ultimi 90 anni (e più precisamente nel 1922 e nel 1994), gli italiani abbiano mandato al potere due uomini con esplicite inclinazioni autoritarie. Ovviamente, ha tenuto più volte a sottolineare l’autore, non è possibile un confronto diretto tra i due personaggi (Mussolini e Berlusconi) per molteplici motivi. Quello che il parallelismo intende evidenziare è esclusivamente la tendenza dei cittadini italiani ad apprezzare l’autorità e la loro prontezza a porre un limite alle proprie libertà civili. Il limite autoimposto, è fondamentale specificare, è riferito alla libertà intesa nel senso più alto del termine perché, ricorda Augias, ci sono due significati ad essa attribuibili: da una parte la libertà dell’individuo di comportarsi come vuole, quell’atteggiamento tenuto da chi ritiene che la cittadinanza attiva finisca “con la porta di casa” e che ha portato alla diffusione dell’”arte del sotterfugio” (non pago le tasse perché mi conviene non farlo); dall’altra, la libertà come consapevolezza sia dei propri diritti di cittadini che dei propri doveri , atteggiamento di chi è conscio che la propria libera azione termina là dove inizia quella dell’altro (pago le tasse perché altrimenti sarà il mio vicino a doverle pagare anche per me). Gli italiani, chiaramente, tendono a limitare la propria libertà nella seconda accezione del termine mentre la prima è sempre più accettata e apprezzata: ci si sente responsabili e partecipi non del Paese, ma del proprio ristretto territorio costituito da famiglia e amici. Il problema è che, in questa situazione, si viene a instaurare un rapporto inverso tra libertà e giustizia: al dilatarsi della libertà degli individui di agire esclusivamente secondo la loro convenienza diminuisce la giustizia/equità sociale, fondamento di una società civile.
Per tentare di capire come si è venuta a costruire questa peculiare identità italiana Augias fa riferimento agli scritti di alcuni dei più grandi pensatori del Paese: da Machiavelli a Gramsci, da Manzoni a Leopardi e Carducci.
È un libro che non tratteggia certamente un ritratto lusinghiero di noi italiani, ma acquisire consapevolezza della nostra attuale situazione di cittadini è un primo passo per riscattarci e tentare di uscire da uno stato di minorità a cui, sottolinea Corrado Augias, come popolo sembriamo particolarmente inclini.

Sollecitato dalle domande di alcuni presenti Augias ha accennato alla disastrosa situazione della Rai che definisce “massacrata da TUTTI i partiti” e su cui sono concretamente visibili i drammatici risultati del tanto citato conflitto di interessi.
Nota positiva che ha suscitato l’applauso del pubblico: da metà marzo l’interessante programma “Le storie-Diario Italiano”condotto da Augias su Rai3 (dal lunedì al venerdì ore 12:45) sarà trasmesso in replica tutti i giorni alle ore 20.
Per DEApress: Gilda Donatone/Elisabetta Becattini