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Nuovi bisogni, vecchi conflitti

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Sembra esplodere una xenofobia franco-italiana che è reduce di una mancata valutazione delle diversità.

Se in Italia, come anche altrove, mancano le presenze turistiche ci si lamenta perchè il turismo porta crescita economica; gli stranieri che adottano il turismoo low-cost sono non apprezzati, visti con sospetto e maldicenza perchè non rientra nei "canoni" di una sufficiente abbondanza economica. Il rapporto prezzo-qualità per il turista non è sempre considerato conveniente, ma questo anche per i residenti, seppure questo aspetto dovrebbe essere maggiormente tutelato.

Nel mondo, chi rientra in una economia benestante è comunque un privilegiato se si pensa al resto del globo con problemi di drammatica sopravvivenza: tutto il Terzo Mondo non ha a sufficienza acqua, viiveri, medicine. Alcune di queste realtà vivono con un euro al giorno e la situazione è sempre più critica. Queste popolazioni sono giustamente affrante e logore. Esse sono sempre state escluse da qualsiasi progetto realmente serio affinchè le cose potessero cambiare.

Da sempre la cultura occidentale - politica, economica, populista - ha pensato alla crescita del proprio benessere a discapito dei poveri poichè mantenere lo status-quo privilegiato, non sarebbe più possibile se in concorrenza fossero anche le popolazioni povere da sempre.

Queste popolazioni adesso stanno reagendo reclamando il loro diritto a, e, di vivere; quando ancora non esisteva internet, erano volutamente lasciate nell'ignoranza: non sapevano che in altre parti della Terra c'era il benessere. Adesso sanno. Sanno che nella parte benestante del mondo si specula, si fa uso della corruzione. che la distinzione tra corrotti e corruttori non esiste più ormai tutti servi del dio denaro e del gioco ignobile del potere. Quel potere che non conosce equilibrio, equità, giustizia sociale, umiltà.

Quando il "turismo" è diventato bisognoso e si è trasformato  in una realtà di "diversamente abili" sono nati i problemi. Quel falso perbenismo e quella ipocrita sicurezza sono venute ad inclinarsi e si è sviluppata la paura del diverso; perchè il "diverso" potrebbe umiliare togliendo "tutto".

Ritorna la cultura nazionalista, la difesa del "territorio" - forse mai abbandonata anche in periodi dove sembravano benvenute l'apertura delle frontiere, la caduta del muro, la globalizzazione - ritorna la paura.

Il monito di Vivian Reding - Commissario europeo alla giustizia - e la replica di Sarkozy sono in netto contrasto e indicano una esasperazione inconciliabile.

Se i paesi ospitanti non riescono a regolamentare in qualche modo - anche con il contributo dell'Unione Europea - l'ingresso dei nuoivi ospiti, i problemi di sovraffollamento e tutto ciò che ne comporta saranno sempre più complessi non potendo contenere all'infinito un numero sempre maggiore di migranti. Ma questo non vuol dire discriminare una determinata etnia perchè il problema è generale.

I Rom - come qualsiasi altra etnia - non devono essere  discriminati in quanto Rom. 

Gli eventuali respingimenti sono considerati dall'Unione Europea fatti singolarmente ovvero dove sono presenti comportamenti ostili dei singoli.

La risposta del Presidente francese, appoggiata dal Presidente del Consiglio italiano più che una esasperazione xenofoba - che peraltro è presente - indica una decisione inconciliabile con le nuove prospettive del terzo millennio.

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 18 Settembre 2010 10:49 )  

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