27enne dottorando si suicida all’Universita di Palermo

Perchè un giovane dottorando senza futuro decide di suicidarsi? Una domanda che ognuno di noi dobrebbe porsi. Le parole del padre del suicida palermitano sono molto dure accusa lo Stato di creare nei giovani una "non aspettativa" e qundi indica questo suicidio come un "Delitto di Stato".
I genitori di Norman non si danno pace: “Siamo increduli e attoniti, ma questo suicidio non è solo frutto della depressione: è un omicidio di Stato” e continua: “Era taciturno, negli ultimi giorni più inquieto del solito, ma non pensavamo che potesse arrivare a tanto”. Parla con un filo di voce Claudio Zarcone, 55 anni, dipendente regionale in pensione, padre di Norman, 27 anni, che stava finendo un dottorato in filosofia del linguaggio e che si è lanciato da un terrazzo al settimo piano della Facoltà di Lettere a Palermo, morendo sul colpo.“Il gesto di mio figlio lo considero un omicidio di Stato. Era molto depresso per il suo futuro – sussurra il padre – Si era laureato in filosofia della conoscenza e della comunicazione, con 110 e lode. A dicembre si sarebbe concluso il dottorato di ricerca della durata di tre anni, svolto senza alcuna borsa di studio. I docenti ai quali si era rivolto gli avevano detto che non avrebbe avuto un futuro nell’ateneo. E io sono certo che saranno favoriti i soliti raccomandati”. Norman era fidanzato e cercava un lavoro anche per potersi sposare. “Per guadagnare 25 euro al giorno faceva saltuariamente il bagnino in un circolo nautico. Mi diceva – continua il padre – che era anche un modo per imparare l’etica del lavoro”.
Dopo una Laurea un giovane si aspetta un riconoscimento, vorrebbe essere socialmente utile ma l'attesa e il vuoto che lascia il "dopo Laurea" e la falsa aspettativa porta ogni giovane (se non decide di andare all'estero...) all'esasperazione.
Non si ferma la protesta dei ricercatori italiani contro il disegno di legge della ministra Mariastella Gelmini che prevede pesanti tagli alle università e alla ricerca. Il 17 settembre la “Rete 29 Aprile” ha convocato (ore 10.30, presso la facoltà di Chimica della Sapienza di Roma) la sua seconda assemblea nazionale, aperta a tutti i ricercatori universitari degli atenei italiani.
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