LA MAURITANIA: “Un luogo difficile… anche con la nostra esperienza di TRENTANNI di viaggi nel deserto, abbiamo trovato difficoltà enormi. La voglia di conoscere le popolazioni mauri ci ha fatto superare le fatiche per raggiungere luoghi desolati. Aspetti antropici del paesaggio e l'aspra geomorgfologia del territorio; le città sepolte nella sabbia dove non arrivano gli aiuti internazionali... e dove le biblioteche del deserto gridano aiuto!”.
Andare in Mauritania non è certamente facile, richiede innanzitutto una forte motivazione, unita ad un spirito di avventura enorme. E’ un paese in gran parte desolato e desertico, considerato terra di collegamento tra il Nord Africa arabo e l'Africa Nera, che ha seri problemi ambientali e sociali, prosegue l'uinesorabbile corsa verso la desertificazione e nel delicato processo di evoluzione sociale e politica.
Mostra fotografica n. 50 immagini – Un viaggio di solidarietà in MAURITANIA
Reportage di Silvana Grippi e Fabio Fontanelli e presentazione del video “Un Reportage in Mauritania” Galleria DEA Borgo Pinti 42/r. La mostra fotografica già svolta nel novembre 2006 verrà portata nelle scuole e dovunque verrà chiesta con un contributo di 100 euro. Inoltre è stato presentato il calendario 2007 per la raccolta dei fondi da inviare alle cooperative delle donne maure che si occuperanno della distribuzione del materiale utile ai bambini.
Scheda sintetica: Mauritania - Repubblica presidenziale Islamica
• Superficie: 1.030.700 kmq
• Popolazione: 3.086.859 abitanti (tasso di crescita demografica 2,9%)
• Capitale: Nouakchott (661.400 abitanti)
• Gente: 40% mauri neri, 30% mauri, 30% africani neri (soninké, pulaar, peuls, wolof)
• Lingua: arabo (ufficiale), francese, pulaar, soninke, wolof
• Religione: musulmana sunnita.
• PIL: 5,2 miliardi di dollari
• PIL pro capite: 1.800 dollari
•Tasso crescita annua: 4,5%
• Inflazione: 3%
• Partner economici: Italia, Francia, Spagna, Germania, Belgio, Giappone, Cina
• Settori prodotti principali: Agropastorale, Artigianato, Estrazioni minerarie.
(pesce, industria conserviera, minerali ferrosi, gesso, oro, datteri, miglio, sorgo, riso, cereali, capre, pecore).
Descrizione
Un lembo d'Africa ancora incontaminato sia per le caratteristiche morfologiche non certo 'facili' che per la non accessibilità come meta turistica. Bisogna avventurarsi attraverso città per metà coperte di sabbia, e con non facili mezzi di trasporto. Il “sorseggiare tè sotto le tende multicolori dei nomadi, attraversare altipiani dall'aspetto lunare e ammirare disegni preistorici su roccia e l'antica architettura sahariana” sono solo favole descrittive per accattivare la lettura. La realtà, se si viaggia con i loro mezzi e senza pretese, è una dura lotta giornaliera per trovare il minino indispensabile. Naturalmente il “turista per caso” che è in uno scalino più altro del “turista che paga” ha difficoltà a raggiungere tutti i luoghi.
Il nostro viaggio per l’Africa occidentale inizia con l’atterraggio a Nouakshott. La città, dall’alto, ci appare molto spanta e polverosa. Un insieme di case e casupole dalla forma quadrata o rettangolare con strade che si vedono appena. Dall’alto mi colpiscono e li fotografo i quartieri vicino all’aeroporto, che sembrano molto estesi, una rotatoria “rond-point” alla francese per poche auto e la sabbia che si muove sopra l’asfalto delle strade e della pista dell’aeroporto. Scesi dall’aereo, odore di polvere e tanta gente che ti vuole portare le valige, non abbiamo ancora soldi e quindi pago con gli occhiali da sole (dopo li ho ricomprati dal senegalese che non aspettava altro).
Terre di confine come gli altri luoghi dove s'incontrano il Maghreb e l’Africa occidentale. Sabbia, dune, oasi sahariane, palmeti e datteri a seccare al sole e tanta solidarietà della gente. Ma anche il grande oceano Atlantico, le sue larghe spiagge sabbiose soggette al gioco delle maree, e le piroghe da pesca coloratissime che vengono tirate a riva la sera. I pescatori non sono solo mauri ma provengono da varie parti dell’Africa occidentale, soprattutto dal Senegal e paesi più poveri dell'Africa nera. A fine giornata, tirano in secca le barche con la sola forza delle braccia e vendono il loro pescato...
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