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Una tranvia di nome Godot

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A Firenze da molti anni i cittadini sono in attesa di un personaggio che, proprio come il celebre protagonista dell'opera di Beckett “Aspettando Godot”, tarda ad arrivare: la linea 2 della tranvia. Nelle vesti di Vladimiro ed Estragone abbiamo commercianti e residenti lungo l'ipotetico futuro tracciato che ogni sei mesi circa ascoltano le relazioni in consiglio comunale del buon assessore al traffico Massimo Mattei. Il dubbio affligge i poveri cittadini dagli occhi spauriti: “siamo tornati indietro nel tempo? O forse l'assessore non è un umano ma un automa che ripete una registrazione in automatico da un paio d'anni?”.

Niente di tutto questo. Mattei è qui in carne ed ossa e ripete sicuro una frase già sentita una dozzina di volte dal 2010 ad oggi: fra qualche mese partiranno i lavori per la tranvia.

In particolare a dicembre si dovrebbero chiudere le questioni con le banche e dall'anno prossimo, al massimo entro la primavera, si potrà dare il via al progetto senza aver paura che si blocchi a metà.

I dubbi rimangono poiché troppe volte l'annuncio della partenza dei lavori è stato disatteso e ormai sembra quasi impossibile che la serie di difficoltà di ogni tipo che hanno martoriato la linea 2 già prima della sua nascita possa avere fine.

Nel 2009 è stata mutilata dal tratto che va da piazza dell'Unità a piazza san Marco causa pedonalizzazione del Duomo e il suo progetto originario è stato più volte modificato da una pioggia di varianti nel tentativo di rendere i lavori il meno gravosi possibile. Poi è arrivata la questione del passaggio attraverso la palazzina Mazzoni con conseguenti problemi giuridici e burocratici tra Comune, Sovrintendenza e Ferrovie. Quando tutto sembra finalmente pronto le aziende concessionarie BTP e Consorzio Etruria sono affondante colpite dalla crisi e da questioni giudiziarie. Il tribunale di Prato, che avrebbe dovuto consegnare l'appalto ad un soggetto sano ed in grado di completare l'opera, dopo mesi di ritardi e lungaggini burocratiche ha pensato bene di affidare i lavori ad Impresa Spa, un'altra azienda in stato comatoso e impossibilitata a ricontrattare gli interessi sui prestiti con le banche. Adesso dopo uno sforzo monumentale del Comune e della Cassa Depositi e Prestiti, Impresa Spa dovrebbe essere in grado di accettare i nuovi termini imposti dalla banche e finalmente partire con l'opera.

Qualsiasi cosa succeda in futuro, al povero cittadino seduto su una panchina di via di Novoli non rimarrà che fare quello che facevano Vladimiro ed Estragone: Aspettare.

 

04/12/12

Cosimo Biliotti

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