DEApress

Friday
Nov 06th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Rifugiati - Progetto P.A.C.I.

E-mail Stampa PDF

Manifestazione dei rifugiati a Firenze

Siamo i rifugiati e le rifugiati che vivono nel centro Polifunzionale Progetto P.A.C.I., gestito dalla Cooperativa CO&SO. In questo posto "sentiamo" che ci fanno sentire diversi. Se anche veniamo da lontano, abbiamo lo stesso sangue degli altri. Siamo esseri umani!

Vogliamo sentirci come si sentono gli altri e come trovano fra di loro ripetto, vogliamo un rispetto anche noi, perché loro che lavorano qui non ci rispettano, ci trattano come poveri, ignoranti, poco intelligenti.

Qui in questo centro: quando suoniamo al campanello ti dicono vai davanti alla telecamera, bisogna conoscere la tua identità, se ti sposti anche un centimetro non aprono. Dobbiamo passare quattro porte con la telecamera, se c'è un guasto elettronico o al computer, che succede? Rimaniamo fuori?

Le uscite di emergenza sono chiude con lucchetto, si può uscire soltanto dalla portineria. Se succede qualcosa, ad esempio un incendio, moriamo dentro?

Le stanze sono molto grandi e i riscaldamenti molto piccoli e a volte non funzionanno, li spengono quando vogliono, quindi c'è sempre freddo. Nei bagni c'è acqua fredda e l'acqua calda solo per poche ore al giorno.

Nelle stanze dormono otto persone, è un problema per la salute, se qualcuno prende una malattia infettiva la attacca a tutti. Ci sono quasi dieci stanze vuote e chiuse. Perché? In questo centro ci sono anche famiglie, con figli/e grandi che dormono insieme.

La sala mensa apre alle 07:30 di mattina, i bambini invece vanno a scuola la mattina alle 07:00, quindi senza colazione.

Nelle stanze non ci sono prese elettriche, sono fuori dalle stanze nella sale comuni, chi vuole caricare il telefono deve uscire dalla stanza.

Nell'abitazione non ci sono lavatrici per lavare i vestiti e noi non  accettiamo di portare i nostri vestiti fuori dal centro.

Ci sono altri problemi gravi:

1. Non sono uguali per tutti le regole per uscire dal progetto.

2. Il pocket money è solo di 60 euro al mese e se non stai dietro a quello che vogliono loro te lo levano.

3. Ci sono mediatori che non capiscono e che noi capiamo.

4. Vogliamo capire le regole messe dal progetto P.A.C.I. e quelle messe dal Ministero.

5. Quando chiediamo di cambiare qualcosa ci rispondono "qui non è terra vostra, siamo in Italia, se vuoi quello che vuoi vai al  tuo paese". Quando protestiamo ci dicono "sei venuto qui e questa è terra d'Italia, qui non c'è la guerra, vuoi fare la guerra torna al tuo paese che c'è guerra".
Quando chiediamo spiegazioni i responsabili rispondono con la faccia arrabbiata e con la minaccia. Dovete sapere che il vostro lavoro non è quello di fare male a noi, ma di essere qua per noi e aiutarci a realizzare i nostri obbiettivi.

Quel posto non è un centro di accoglienza, è un carcere. Non siamo venuti qui per stare in carcere, chiediamo una vita normale. Noi siamo venuti qui a vivere, non a morire, siamo scappati dalla guerra per vivere in pace.

Chiediamo di avere le nostre libertà personali!

Invitiamo i responsabili, Comune, Regione, Questura e tutta la gente che vive a Firenze ad esaminare questo problema e venirci incontro per risolverlo insieme. Vi aspettiamo qui per discutere insieme quando volete.

Vi ringraziamo per tutto quello che farete per noi, nonostante tutto ci sentiamo parte di questo terra.

                                                                      I rifugiati e le rifugiate del progetto P.A.C.I

                                                                                                 Firenze, 14/02/2013

 

 

  

Share

Ultimo aggiornamento ( Sabato 23 Marzo 2013 13:25 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Fabrizio Cucchi . 05 Novembre 2026
Si ricorda il giornalista Franco Mariani che si è battuto per il riconoscimento delle onoranze pubbliche degli angeli del fango. .      
Sara Bonafè . 05 Novembre 2026
  Questa sera alle ore 18.00 presso l’Associazione socio-culturale D.E.A. in via Alfani 16r Firenze si terrà un Primo Seminario su Vasco Pratolini  con l'analisi sul film “Le ragazze di San Frediano”. Micorofono aprto e Interventi di M...
Sara Bonafè . 04 Novembre 2026
Barbara Kopple nasce a New York il 30 luglio del 1946. Dedica la sua carriera alla regia e alla produzione di film intensi e di grande impatto emotivo. Incentra i suoi lavori su questioni politiche e sociali tra cui i diritti dei lavoratori e la l...
simone fierucci . 04 Novembre 2026
  Il rapporto Global Witness denuncia la violenza contro le comunità indigene e contadine che difendono i propri territori dall’accaparramento e dallo sfruttamento delle risorse. Dal 2012 sono 2.375 le vittime documentate, soprattutto in Amer...
Silvana Grippi . 04 Novembre 2026
Firenze 1966: L'alluvione - Franco Mariani giornalista ha scritto un libro sull'alluvione e si è battuto per il riconoscimento delle onoreficenze  dell'alluvione. Il principale libro sull'alluvione di Firenze scritto dal giornalista Franco ...
Silvio Terenzi . 03 Novembre 2026
Luca Cipolla"71" L’idea più fertile di “71” sta forse nella sua rinuncia alla mera perfezione estetica. Luca Cipolla non cerca una lingua uniforme né una costruzione poetica che cancelli le proprie fratture, non dribla le venature del linguaggio...
DEAPRESS . 03 Novembre 2026
IN MEMORIA DI TITO FAZŹINI -  PIONIERE  DI FISICA SPERIMENTALE ALL'UNIVERSITA' E AL CERN   Articolo di Cristina Fontanelli   E' scomparso all'eta' di centocinque anni Tito Fazzini, illustre scienziato italiano del Secolo...
Silvio Terenzi . 02 Novembre 2026
Sandro Storri “L’Italia al contrario: riflessioni su unademocrazia incompiuta" Sandro Storri costruisce “L’Italia al contrario” e ci riesce attorno a una domanda tanto semplice quanto scomoda: basta chiamarsi democrazia per esserlo davvero? I...
Antonio Desideri . 31 Ottobre 2026
Il venerdì pomeriggio a France Odéon brilla dei riflessi incrociati di due strepitose prove d’attrice, un binomio che non si pianifica a tavolino (o forse è proprio quello il “mestiere” di dirigere un festival?, gigioneggia Francesco Ranieri Martinot...

Galleria DEA su YouTube