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MEDU, La risposta all'assessore Funaro

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L'organizzazione umanitaria Medu (Medici per i diritti umani) ha risposto con un comunicato alle dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri dall'Assessore alla Sanità e alla Casa Sara Funaro alla Nazione.  “Non ci risulta che l’ala di Villa Pepi in cui si trovano abbia i problemi che vengono segnalati dagli operatori Medu, anzi la famiglia ha uno spazio dedicato con bagno…” aveva commentato in merito alla situazione del bimbo di 18 mesi con gravi problemi renali che a dispetto delle sue condizioni vive in una abitazione ritenuta non consona al suo recupero. Questa la nota del Medu: "Nella mattina di venerdì siamo stati a visitare di persona il bambino e la sua famiglia e abbiamo constatato le condizioni descritte in precedenza, ovvero muffa sui termosifoni, bagni condivisi, assenza di cucina, lavori di ristrutturazione in corso. 
Medu precisa che i dati e le informazioni riportate sono stati raccolti in modo diretto dai medici e dagli operatori dell’associazione. Qualora richiesto, possiamo mettere a disposizione dell’Assessore la documentazione a riguardo, oltre a restare sempre disponibili ad un incontro.
Ricordiamo in questa sede che la Convenzione sui diritti dell'infanzia all'articolo 24 inerente il diritto alla salute dice che” 1. Gli Stati parti riconoscono il diritto del minore di godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione. Essi si sforzano di garantire che nessun minore sia privato del diritto di avere accesso a tali servizi.” E all’articolo 27 “3. Gli Stati parti adottano adeguati provvedimenti, in considerazione delle condizioni nazionali e compatibilmente con i loro mezzi, per aiutare i genitori e altre persone aventi la custodia del fanciullo ad attuare questo diritto e offrono, se del caso, un’assistenza materiale e programmi di sostegno, in particolare per quanto riguarda l’alimentazione, il vestiario e l’alloggio. “
Sappiamo che il 25 Febbraio alle 17, dopo 4 giorni e nostre ripetute segnalazioni, il bambino è stato spostato al primo piano dello stabile, dove ha a disposizione una stanza più grande con un bagno dedicato. Questo è sicuramente un miglioramento, ma crediamo che l’assenza di cucina utilizzabile per le esigenze del bambino sia molto importante e andrebbe risolta. Rileviamo inoltre che nella giornata di oggi i servizi sociali del comune ci hanno contattato per comunicarci che stanno lavorando ad una soluzione alternativa a lungo termine. Giudichiamo positivo l’impegno preso e restiamo in attesa di comunicazioni in merito.
Sicuramente MEDU, nella sua operatività, non può farsi carico della complessa situazione del piccolo, che infatti è stata prontamente segnalata ai servizi sociali, ai quali MEDU ha garantito la massima collaborazione. I medici della nefrologia dell’Ospedale Meyer, come già sottolineato, sono i più indicati a fornire indicazioni sulle terapie. Ma quello che ci preme segnalare, in considerazione della patologia del bambino, è la necessità di una dialisi peritoneale domiciliare, la quale richiede degli standard abitativi idonei.
Negli scorsi anni, ed anche in questo caso, MEDU si è sempre resa disponibile per incontri specifici sulle decine di segnalazioni di utenti effettuate, ma anche per parlare delle condizioni, spesso estremamente precarie, della popolazione degli insediamenti in cui è operativa. D’altra parte, a fronte dei ripetuti tentativi di dialogo e di collaborazione volti a migliorare le condizioni di vita e di salute delle fasce più deboli della popolazione, dispiace constatare che nel corso degli ultimi 3 anni l’amministrazione e l’Assessore non si siano mai resi disponibili all’incontro, nè abbiano fornito riscontri a segnalazioni puntuali da parte dei medici e degli operatori di MEDU.  Ribadiamo anche che una struttura senza cucina e con bagni condivisi non è indicata per nessun minore, tanto meno per un bambino con le problematiche sanitarie descritte.
Chiediamo quindi all’amministrazione di garantire che le strutture cha accolgono i minori soddisfino gli standard previsti per questo tipo di utenza. In particolare:accogliere fino ad un massimo di otto persone; prevedere un servizio igienico ogni quattro persone accolte; prevedere la cucina o un punto di cottura, in caso di servizio mensa esterno e uno spazio attrezzato per il lavaggio degli indumenti personali (Art. 12 del Regolamento di attuazione dell'articolo 62 della legge regionale 24 febbraio 2005, n. 41 - Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale-). Inoltre, nell'organizzazione degli spazi deve essere seguito il criterio di assicurare ai minori una ospitalità di tipo familiare (ambienti personalizzati, tutela della privacy) in camere con non più di quattro posti letto (Art. 4 del Regolamento per la determinazione dei requisiti di idoneità delle comunità per minori - Delib. C.C. 3980/1695 del 14.10.1991) del Comune di Firenze al TITOLO II “Requisiti abitativi e del personale” .

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Febbraio 2019 18:09 )  

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