In un rapporto di Amnesty International del 2003 sull'Italia, si poteva leggere (tra le altre cose): "C'è stata la preoccupazione che il cosiddetto regime di alta sicurezza 41-bis, consentendo un grave grado di isolamento dal mondo esterno, [...] in certi casi potesse costituire un trattamento crudele, inumano e degradante . La legislazione approvata dal parlamento nel mese di dicembre ha esteso la sua applicazione ai prigionieri detenuti in relazione al traffico di persone e ai crimini commessi "ai fini del terrorismo o della sovversione dello stato". (1)
Questa "proccupazione" venne in seguito ribadita anche da fonti assolutamente non rivoluzionarie. Nel 2007 un giudice americano negò (2) l'estraddizione di un membro della famigerata famiglia mafiosa dei Gambino, sostenendo che il 41 bis è equiparabile alla tortura e che viola la convenzione Onu in materia.
Il "regime 41-bis" comporta tra le altre cose, controllo della posta in uscita e in entrata, sorveglianza continua da parte di uno speciale reparto della polizia penitenziaria (a sua volta isolato dal resto dei "secondini"; evidentemente il legislatore non si fida neppure di loro), particolare segregazione dal resto dei detenuti, limitazioni aggiuntive nella già limitata casistica dei colloqui possibili. Sembrerebbe essere "di prassi" (anche se -a parere di chi scrive- è dubbio se la cosa sia o meno prevista dalla legge) anche l'applicazione "ristretta" dei normali regolamenti carcerari, quindi ad es. niente libri con copertine rigide.
Il suo campo di applicazione varia dagli imputati per reati di mafia, a quelli "eversivi", fino alle associazioni per traffico di stupefacenti e ai reati di sfruttamento della prostituzione minorile, oltre a casistiche di reati oggettivamente abbastanza "desueti" (compravendita di schiavi).
Adesso pur desiderando di lanciarmi in una descrizione della cronologia delle proteste e delle manifestazioni sul tema che si sono svolte negli ultimi anni, preferisco soffermarmi invece sul presente e sull'immediato futuro. Nel carcere dell'Aquila, due detenute stanno facendo lo sciopero della fame dallo scorso 29 Maggio chiedendo la chiusura delle sezioni destinate appunto al 41-bis (3). Sembra che a questa protesta si siano uniti altri sei compagni, rinchiusi nelle sezioni di Alta Sicurezza delle carceri di Ferrara, di Solliciano, di Alessandria e di Lucca (4). Per il prossimo 19 Giugno sono state indette altre proteste.
Anche le carceri "normali" sono "in fermento". Ieri circa 200 detenuti nel carcere di Poggioreale avrebbero, secondo varie fonti (5), manifestato vivamente contro il mancato trasferimento di un loro compagno gravemente ammalato. Non si ha notizia di feriti, al momento la protesta sembra "rientrata".
Fabrizio Cucchi, DEApress
(1)https://www.refworld.org/docid/3edb47d8c.html
(2)http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/41-bis-estradizione/41-bis-estradizione/41-bis-estradizione.html
(3)https://www.infoaut.org/varie/carcere-dell-aquila-sciopero-della-fame-contro-il-41-bis?fbclid=IwAR3Nvj8L02jblGJ4xkkw6ZrUH-1qYQUq8hzMljsMU3nljZh4cOzKl-pBhgg
(4)https://proletaricomunisti.blogspot.com/2019/06/pc-11-giugno-verso-il-19-giugno.html
(5) ad es. https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/carcere_poggioreale_padiglione_salerno-4561215.html
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






